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Ikea, Uiltucs: “A Corsico addetti scortati fuori da vigilantes”  

Ikea, Uiltucs: A Corsico addetti scortati fuori da vigilantes

(Foto repertorio – Fotogramma)

“Vogliamo prima approfondire i fatti e quindi non buttiamo la croce addosso a nessuno. Di certo, però, ci lascia sconcertati il metodo usato da Ikea: far accompagnare all’uscita i lavoratori scortati dai vigilantes va contro la dignità dei lavoratori. L’azienda ha il diritto di tutelare il proprio patrimonio ma il metodo utilizzato lascia senza parole, non c’era bisogno di questa uscita ‘scenografica’. Chiederemo un incontro all’azienda e faremo le nostre verifiche con i lavoratori coinvolti”. Così Gianni Rodilosso, della Uiltucs Lombardia, commenta, con Adnkronos/Labitalia, la vicenda che vede coinvolti una trentina di dipendenti dello store Ikea di Corsico nel milanese, accusati di furto dall’azienda e sospesi dal servizio.

“In passato, in casi di questo tipo -racconta il sindacalista- l’azienda ti contestava l’addebito e attendeva una risposta. Ma una cosa così, invece, ci lascia sconcertati anche perché queste di Ikea sono supposizioni che vanno verificate. E’ giusto che l’azienda faccia le verifiche di dovere ma, ripeto, il metodo ci ha lasciati sconcertati, molto perplessi”.

Tanto che, racconta Rodilosso, “una cassiera, accusata dall’azienda di essere complice nei furti, ha denunciato il trattamento ricevuto ai carabinieri”. D’altronde, spiega il sindacalista, da “almeno due-tre anni i rapporti tra azienda e sindacati e lavoratori sono cambiati”. “In precedenza, le decisioni venivano concertate, adesso non avviene più e il metodo, come si è visto in questo caso, ne risente. Anche perché uno dei fattori del successo di Ikea è stato proprio il rapporto con i propri dipendenti. E questo fattore oggi non c’è più”, conclude.

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