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Lavoro: Scaperrotta (Articolo1), ‘Agenzie pronte a collaborare su reddito di cittadinanza’  

Scaperrotta (Articolo1): Agenzie per il lavoro pronte a collaborare su reddito di cittadinanza

Gianni Scaperrotta (dg Articolo1 e Idea Lavoro)

Sul reddito di cittadinanza, “le associazioni delle agenzie per il lavoro sono pronte a collaborare, si stanno muovendo già da tempo ed è in corso un tavolo al ministero del Lavoro. Stiamo aspettando di chiarire bene quale sarà il nostro ruolo e sono sicuro che lo avremo, perché 2.500 sportelli in Italia ogni giorno fanno orientamento, bilancio di competenze e formazione. E in alcune regioni come la Lombardia siamo già partner istituzionali nelle politiche attive del lavoro”. Lo dice ad Adnkronos/Labitalia, Gianni Scaperrotta, direttore generale di Articolo1 e Idea Lavoro.

In materia di orientamento e incrocio domanda-offerta di lavoro, le agenzie private sono sul mercato italiano da oltre 30 anni. Per questo, suggerisce Scaperrotta un ruolo importante, le apl possono averlo per quanto riguarda la formazione dei cosiddetti ‘navigator’. “E’ un lavoro delicato -spiega il dg- e per farlo non basta una laurea in psicologia del lavoro o in giurisprudenza. E’ un lavoro che non si impara con un breve corso e per farlo bene occorre la conoscenza di molti elementi, dall’andamento del mercato alle aziende del territorio. Le agenzie del privato hanno un’esperienza di decenni nel settore e possono essere di valido aiuto”. Anche in considerazione del fatto, aggiunge Scaperrotta, che “in molti casi i centri per l’impiego non sono pronti per il ruolo che assegna loro il decreto”.

In questi giorni Articolo1, società di servizi HR e agenzia per il lavoro, festeggia anche “un traguardo importante raggiunto in meno di tre anni, ossia in tempi record visti i criteri molto rigorosi di selezione”. Si tratta della certificazione Great Place to Work ottenuta da Articolo1, e che ‘bollina’ gli ambienti di lavoro di qualità. “Ci rendiamo conto di aver centrato un obiettivo importante -aggiunge Scaperrotta- perché il 66% delle aziende italiane non viene certificato. Evidentemente, è stato molto apprezzato il nostro sforzo di rinnovare l’azienda, ponendo alla base di tutto un clima collaborativo tra dipendenti e management, basato sul rispetto e sulla lealtà”.

“Nella nostra visione -prosegue Scaperrotta- la buona organizzazione aziendale è orizzontale e il manager è un coordinatore che lavora in correttezza e trasparenza con la squadra, che sa delegare e che sa ascoltare”. Una buona parte del successo del gruppo (“italiano al 100%”, sottolinea il dg), che conta 25 sedi in tutta Italia, “è un organico snello: oltre a me, ci sono due direttori vendita e 4 Area manager -spiega Scaperrotta- e poi i responsabili di filiale”. “Una struttura snella e flessibile che ci permette di lavorare in velocità, dando ai clienti la risposta ai bisogni in tempi rapidi”, dettaglia. Una buona organizzazione che dà anche risultati concreti: “La nostra azienda è in espansione -rivela Scaperrotta- e, dopo le nuove filiali inaugurate nel 2018, nel 2019 abbiamo già aperto sedi a Pordenone e Jesi. E stiamo attualmente ricercando 16 profili da assumere in qualità di Division Manager per la divisione It, Area manager Sud, progettista Gare, addetto amministrativo, Business Developer, Branch Manager, Sales Account, Permanent account in tutta Italia”.

“In questo momento, che non è dei più favorevoli per quanto riguarda l’economia, stiamo comunque – sottolinea il dg – cercando di ampliare la nostra presenza in alcuni territori dell’Italia, come il Nord-Est e il Nord-Ovest”. “Cerchiamo figure sia senior sia junior e chi si candida deve sapere che a tutti verrà fatto fare un percorso formativo di due giorni qui nella sede centrale di Roma e sarò io stesso ad accogliere le new entry perché -aggiunge Scaperrotta- conoscano tutti gli altri colleghi, dal direttore generale alla reception e conoscano bene come funziona l’azienda. E’ il primo step per fare squadra”, osserva.

Scaperotta si sofferma anche sull’andamento del mercato e dice:”Se, quanto ci riguarda, i dati di gennaio erano abbastanza buoni, e se, per ora, a febbraio siamo fermi ai livelli dello scorso anno, penso che invece assisteremo a un leggero rallentamento dell’offerta di lavoro nei prossimi mesi”.

“Dopo l’entrata in vigore del dl Dignità a luglio 2018 -spiega Scaperrotta- le imprese hanno potuto usufruire del regime transitorio per rinnovare alcuni contratti. E molte delle persone che lavoravano in somministrazione sono state stabilizzate dalle stesse agenzie, per evitare cause e assicurare la continuità lavorativa. Tuttavia, in alcuni casi questo non è stato possibile e, dunque, quando i contratti a tempo determinato via via scadranno, si porrà il problema di come rinnovarli”.”C’è sicuramente il rischio di un forte aumento del turn over, ma ho idea anche -dichiara Scaperrotta- che molte aziende potrebbero proprio non riassumere nessuno. Perché gli indicatori economici sono quello che sono e gli imprenditori non se la sentono di caricarsi di questa responsabilità. Avrebbero invece bisogno di incentivi e flessibilità”, osserva.

Ma dove va il mercato del lavoro? “In questo momento -risponde Scaperrotta- a trainare il mercato del lavoro dal lato offerta sono la Grande distribuzione organizzata, sempre in fermento, alcuni servizi come quelli di pulizia e quelli alle persone”, afferma il dg. “Sui servizi alla persona abbiamo puntato molto aprendo nelle nostre filiali un punto accoglienza dedicato, perché chi cerca una badante per la madre o il padre anziano non è un’azienda, non è un datore di lavoro ‘qualsiasi’. Ha bisogno di essere ascoltato e ha bisogno di una risposta su misura per le sue esigenze”.

Il servizio sta incontrando favore da parte delle persone “che scelgono di rivolgersi a noi -prosegue Scaperrotta- perché sanno di trovare persone affidabili e formate, e sanno che così saranno liberi dal peso di alcuni adempimenti come la busta paga, la tredicesima e così via”. Ma il settore che sarà sempre più performante, spiega il dg di Articolo1, “è quello dell’It”. “Di qui ai prossimi anni -annuncia- saranno 200-250.000 i profili che ancora non ci sono e serviranno nell’It. Il momento di formarsi è adesso”, conclude.

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