Pubblicato il: 28/01/2019 15:46
“Bisogna intervenire attraverso atti straordinari. In caso contrario, prevedo migliaia di profughi imbarcati sulle coste libiche, con conseguenti tragedie sulle coste italiane”. Lo dice, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, Radwan Khawatmi, di origine siriana, da oltre 40 anni in Italia, considerato un punto di riferimento nel mondo dell’immigrazione e che ha ricevuto il riconoscimento principale di MoneyGram Award 2009, prima edizione del Premio all’imprenditoria immigrata in Italia, come miglior imprenditore straniero. “Al di là – avverte – dei gesti eroici di coloro che, nelle isole, aprono le porte di casa agli immigrati, la situazione non può andare avanti in questo modo”.
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“Per fermare l’ondata di migranti proveniente dalle coste libiche e la tragedia delle loro morti, è necessario stringere accordi nazionali con la Libia molto forti. Non mi riferisco – avverte – agli accordi politici stretti da Berlusconi con Gheddafi. Quel tipo di accordi non ha funzionato e le richieste libiche erano sempre più pressanti. Per questo, è opportuno ‘lavorare’ in un quadro di accordi ben precisi con accordi vincolanti.La questione dei migranti è diventata ormai uno stato di emergenza nazionale. La situazione – sottolinea – è davvero drammatica; abbiamo tutti ben chiaro la situazione ‘umana’ che stanno attraversando quei migranti che cercano di venire in Italia. Assistiamo a casi di sofferenza al limite della sopportazione“.
“Sappiamo bene dove si imbarcano i migranti e le cose non cambieranno se l’Italia non farà un intervento incisivo, senza però subire il sabotaggio della Francia. Anche se stiamo parlando della Francia – ribadisce – che è un alleato europeo, non possiamo non vedere il suo atteggiamento che è quello di un alleato che destabilizza. L’Italia potrebbe fare come gli americani: bloccare gli aiuti ai paesi di origine dei migranti. Gli immigrati non trovano la salvezza in Italia, ma solo la disperazione e la povertà dei marciapiedi. Molte volte la loro situazione, qui in Italia, è peggiore rispetto a quella del loro paese di origine”.
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