
(ANSA) – BARI, 15 FEB – Marco Jacobini era il “leader indiscusso della Banca popolare di Bari” e il “principale interlocutore con i vertici dell’Organo di Vigilanza”. Tale definizione dell’ex presidente dell’istituto di credito barese – agli arresti domiciliari dal 31 gennaio scorso nell’ambito dell’indagine sulla gestione della banca, finita sull’orlo del crac con un buco di circa 2 miliardi di euro e commissariata dal 13 dicembre – viene fornita dalla Procura nella richiesta di arresto di Jacobini e di altri 3 indagati, tra i quali suo figlio Gianluca, ex co-direttore della banca.
“Proprio il 21 marzo” 2017, giorno della consegna del rapporto ispettivo di Banca d’Italia, Marco Jacobini è stato “parte attiva – scrivono i pm – nel fornire agli ispettori di Banca d’Italia, per il tramite del dottor Claudio Patalano, collaboratore esterno della BpB, risposte adeguatamente ed opportunamente concordate su argomenti di particolare rilievo, fra i quali quello relativo alla problematica della liquidità”.
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