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Aast a Bit, l’agroalimentare conquista

(ANSA) – TERMOLI (CAMPOBASSO), 11 FEB – Il caciocavallo di Agnone (Isernia), la ventricina di Montenero di Bisaccia (Campobasso) e la Tintilia della cantina Salvatore di Ururi (Campobasso) tra le bontà ‘made in Molise’ promosse nello stand dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo (Aast) di Termoli alla Bit di Milano. Un viaggio tra i sapori cui hanno preso parte 30 giornalisti, nell’incontro con ‘Peppone’ Calabrese della trasmissione “Linea Verde” e con il professor Rossano Pazzagli dell’Università del Molise. “Siamo di antiche terre – commenta il commissario Aast Remo Di Giandomenico – La nostra natura deve essere vitalizzata, quest’anno sottolineiamo che la natura non può essere sottomessa ai capricci del destino.
    Abbiamo uno stand che rispetta la natura, un lembo di terra come il nostro così piccolo, ma con prodotti di tutto rispetto”. Per il professor Pazzagli “conoscere il Molise, è come compiere un pellegrinaggio laico religioso all’insegna del gusto. Si sintetizza tutto nelle tre P: paesaggio, paesi e prodotti”. “Il Molise – ha aggiunto Pazzagli – è una regione di paesi.
    Ce ne sono tanti. Incastonati nella pietra e perfino nel nome.
    Rugoso e liscio allo stesso tempo. Ma è tutto da scoprire”.
    “Il Molise – ha detto Calabrese – lo sento molto vicino.
    Sembra che non esista, ma invece c’è ed è molto reale, come la mia Basilicata. C’è la transumanza, un rito meraviglioso, in questo tragitto c’è tutta la forza e la grinta di questo popolo”. Per la ventricina l’ultima parola è stata del professor Antonio Franzese, responsabile culturale del distretto “Molise Orientale”: “Questo prodotto è unico, solo in trenta comuni a cavallo del fiume Trigno tra Abruzzo e Molise si realizza questo dono che la cultura contadina faceva mangiare solamente nei momenti più importanti. La cosa importante è che viene fatta senza conservanti, ma soprattutto perché ha l’80% di carne magra e il 20% di grassi”. (ANSA).
   

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