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Fucilieri S.Giuliano Sannio,5 mila colpi

(ANSA) – S.Giuliano del Sannio, 9 MAG -Più o meno 5 mila colpi di ‘cannone’ per una festa ”laica e borbonica, frastornante e fragorosa, un pò folle, sicuramente unica in Italia: noi non ne conosciamo altre”, come dicono gli stessi protagonisti, 100 colpi a testa minimo. Come ogni anno tra l’8 e il 9 maggio in onore di S.Nicola, ecco dal 1700 la Parata dei Fucilieri di S.Giuliano del Sannio, a pochi chilometri da Campobasso verso Sepino e Cercemaggiore: si inizia a sparare, e chi assiste a spillare birra, alle 10 del mattino ininterrottamente fino all’una, in mezzo la processione della statua di S.Nicola. Si spara con perfette e moderne riproduzioni di fucili ad avancarica e polvere da sparo prodotte nel bresciano, quelli delle guerre napoleoniche per intenderci, in onore del santo, della festa e dei ‘800. Un paesino di mille abitanti che si chiude in se stesso e fa un rumore clamoroso, inaspettato, niente a che vedere con le armi moderne che fanno tac: quei fucili fanno boom. Tra 50 e 70, a seconda degli anni, paesani riuniti in una associazione rigorosamente controllata dalla forze dell’ordine, che scaricano in cielo la botta paurosa e festosa. Quando la Parata e il Santo capitano in un giorno di festa, arrivano anche 5/6 mila persone persino dal beneventano oltre che dai paesi vicini, ad assistere alle prove dei fucilieri in piazza, nei vicoli, davanti alla chiesa. I Fucilieri hanno un futuro: l’età media dei componenti è giovane e ci sono anche gli adolescenti per il futuro ”ma noi non possiamo sparare, siamo minorenni”, ti confessano, anche se sfilano anche loro di tutto punto tra i grandi e la banda d’ottoni con il vestito nero, il cappello e il fucile che un giorno farà anche lui boom. Ci si tramanda la tradizione da padre in figlio, il fucile costa oltre 1200 euro ”e per le rievocazioni storiche c’è un successo clamoroso in tutta Italia”, spiegano i fucilieri. Tutti possessori del porto d’armi sportivo, mani nere di polvere da sparo, cartoccetti di giornale per infilare la polvere giù per la canna, asta per compattare, miccia per scaricare il grilletto. ”Possiamo sparare un giorno solo l’anno, il giorno di S.Nicola, se no nei poligoni sportivi. Ma come vedete l’arma è rivolta verso l’alto, non riusciamo a tenerla sulla spalla come con i fucili odierni, la botta di butta per terra”. E già: il colpo di ‘cannone’ che esce da quella canna e il rinculo che produce riportano ad un tempo in cui i soldati non erano ‘umani’, ma quasi sovraumani per la forza necessaria. Ma morivano lo stesso: meglio oggi che è per gioco..
   

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