C’è un fermo nelle indagini dei carabinieri per l’esplosione della cascina di Quargnento (Alessandria) che ha causato la morte di tre vigili del fuoco. Lo rende noto il Comando provini, che mantiene ancora il riserbo sull’identità della persona indiziata dei delitti di disastro doloso, omicidio e lesioni.

Quel che è certo che fino a tarda notte è sato ascoltato Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina esplosa. La conferma è arrivata dall’avvocato dell’uomo, Laura Mazzolini. “Ho assistito all’interrogatorio, non posso dire nulla”, ha detto il legale lasciando gli uffici dell’Arma in piazza Vittorio Veneto. L’uomo si trova ancora all’interno della caserma.

“Penso che tra poco avrete delle dichiarazioni ufficiali”, si è limitata ad aggiungere l’avvocato Mazzolini.

    Sull’attività investigativa i militari dell’Arma, agli ordini del colonnello Michele Angelo Lorusso, mantengono il massimo riserbo. Il fascicolo aperto dal procuratore Enrico Cieri ipotizza i reati di omicidio plurimo, lesioni e crollo doloso.

 Si appella al riserbo anche Stefano Vincenti, figlio di Giovanni, il proprietario della cascina distrutta dall’esplosione nella notte tra lunedì e martedì. “Non ho informazioni da dare, gli inquirenti stanno facendo accertamenti. Non posso dire nulla”, si limita a dire contattato telefonicamente dai giornalisti che si trovano davanti al Comando provinciale di piazza Vittorio Veneto.
   

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