“Quello della Regione è un grosso passo falso”. Senza timore di isolarsi dal centrodestra sardo e gallurese, Settimo Nizzi convoca una conferenza stampa e spara a zero sulla proroga sino al 2033 delle concessioni demaniali per gli operatori balneari, legge nazionale del 2018 recepita in questi giorni da viale Trento. Per il sindaco di Olbia, invece, vale la norma sovraordinata, la direttiva europea Bolkestein, che impone la gara. La presa di posizione di Nizzi, esponente di Fi, ha scatenato lo scontro politico e mediatico, ma lui non arretra.

“L’atto del direttore generale dell’assessorato degli Enti locali, Umberto Oppus, è illegittimo, inefficace e ininfluente – attacca – gli uffici comunali, per quanto mi riguarda, dovranno continuare ad applicare le previsioni comunitarie. Il resto è una presa in giro, perchè sono tutte cose infattibili”.

Con lui c’è il dirigente comunale Davide Molinari, che conferma sul piano tecnico le riflessioni politiche del sindaco. Nizzi ha con sé un faldone con una sfilza di provvedimenti, pareri e atti: per lui il da farsi è chiaro. “Si deve stare alle leggi – riprende il primo cittadino – E non faremo atti illegittimi per prendere qualche voto”, è la stoccata rivolta a Dario Giagoni, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, che ha minacciato un “caso Nizzi” in vista delle elezioni comunali del 2021.

“Non voglio voti comprati con atti illegittimi, in contrasto con la normativa – ribadisce – certe cose le lascio volentieri ad altri”. Contro di lui anche alcune sigle di operatori balneari. “Consiglio agli imprenditori di farsi seguire da persone preparate – replica – che abbiano studiato e per le quali le leggi non siano usa e getta”.

Sul piano operativo, invece, “ultimeremo il Pul e pubblicheremo i bandi per l’assegnazione delle concessioni”, chiarisce Nizzi, annunciando di aver già espresso la sua posizione all’assessore regionale dell’Urbanistica, Quirico Sanna, e al presidente della Regione, Christian Solinas. “Al governatore – assicura – ribadisco il mio sostegno per tutto il mandato e la mia lealtà, nonostante questo clamoroso errore”.

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