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Dinamo, festa grande a Sassari

 

“È tornata Sassari”. La sintesi perfetta per spiegare il clima che si respira dopo la vittoria della Dinamo Banco di Sardegna nella Fiba Europe Cup è del presidente Stefano Sardara.
Il capitano Jack Devecchi, il talento sassarese Marco Spissu, la star Rashawn Thomas, tutti gli altri giocatori e il coach Gianmarco Pozzecco, primo artefice di una straordinaria impresa per tutto lo sport sardo, si godono il tributo di centinaia di tifosi, accorsi nel piazzale della Club house societaria per festeggiare il primo trofeo internazionale nella storia del sodalizio biancoblu.

Sardara si gode la festa da un angolo e guarda già avanti. “È tornato l’entusiasmo, i ragazzi sono stati spettacolari, hanno portato a casa un risultato strepitoso dopo un percorso duro difficile e molto impegnativo”, commenta mentre il suo sguardo non riesce a nascondere la legittima soddisfazione.
“Noi siamo felicissimi, loro se la stanno godendo e i tifosi sono molto contenti – aggiunge il presidente – è tutto perfetto”.
Ma Sassari ha solo poche ore per festeggiare. “Resettiamo tutto entro stasera, non abbiamo tanto tempo – spiega Sardara – domenica ci aspetta Trieste, è una partita molto importante, ancora dobbiamo accedere ai playoff, c’è ancora tanto da fare”. Ma per stasera è solo tempo di gioire.

DINAMO NELLA STORIA, ARRIVA PRIMO TROFEO EUROPEO

di Gian Mario Sias

Nella bacheca della Dinamo Banco di Sardegna trova posto il primo trofeo continentale nella storia del club. Dopo la vittoria dell’andata, i “giganti” di Sassari hanno espugnato Wurzburg e si sono aggiudicati la Fiba Europe Cup. È la quarta competizione continentale per blasone, budget e forza delle squadre partecipanti, ma è un traguardo di grandissimo prestigio, una giornata storica per il basket sardo – mai così in alto – e per tutto lo sport isolano. Tutta la Sardegna si innamora di nuovo, dopo quasi quattro anni di alti e bassi, di una squadra che ha ritrovato la capacità di stupire, divertire e divertirsi grazie allo spirito di gruppo, alla disponibilità al sacrificio, all’attaccamento per la maglia e al senso di appartenenza a un progetto che non è solo sportivo.

Anche con Vincenzo Esposito, a inizio stagione, in Europa la Dinamo è stata più costante che in campionato. Questo legittima una vittoria né programmata né pronosticata, impossibile se la squadra e l’ambiente non fossero stati scossi dall’incredibile carica di energia di Gianmarco Pozzecco, subentrato in febbraio al coach dimissionario. Il “Poz” ha esordito in condizioni proibitive nella Final Eight di Coppa Italia, con una squadra che aveva appena perso anche Scott Bamforth per infortunio. Usciti in semifinale con Brindisi, subito battuti in campionato da Cremona, precipitati in poche settimane fuori dalla zona playoff, i sassaresi hanno reagito in maniera straordinaria agli stimoli di Pozzecco, abile a ricreare quello spirito che l’ambiente biancoblu aveva smarrito. Il presidente Stefano Sardara aveva già pensato a lui in passato, e tra i due c’è sempre stata grande simpatia: quello che apparentemente poteva sembrare un azzardo era in realtà la sensazione di vivere il basket allo stesso modo, motivo per cui il club merita tutti gli onori del caso.

Per completare la sua missione, Pozzecco ora ha due match point a disposizione: domenica a Trieste e poi contro Cantù serve almeno una vittoria per accedere ai playoff scudetto. Era l’obiettivo minimo stagionale e il Banco deve ancora conquistarlo, poi succeda quel che deve succedere. Per il momento la città è in festa: dopo aver assistito alla gara dai maxischermi installati nella Club house societaria e nei Giardini pubblici, il popolo biancoblu attende il ritorno dei suoi nuovi beniamini per festeggiare insieme.

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