“Il Viaggio…Ferro, Olio e Carta” è il titolo della mostra, a cura della storica dell’arte Daniela Madau, ospitata nei locali del Lazzaretto di Cagliari sino al 10 dicembre. La mostra racconta attraverso le opere di Roberto Ziranu, Sarkos e Sara Caselli, il viaggio come metafora di percorsi e esperienze, metafora di vita. “Ammirando e soffermandoci tra le opere esposte – spiega la curatrice della mostra – in punta di piedi entriamo nel percorso personale degli artisti che, attraverso la loro arte raccontano il loro inarrestabile cammino interiore e artistico. Tre artisti e tre materiali diversi che si incontrano e dialogano: Roberto Ziranu e il Ferro, Sarkos tra Ceramiche e Olio e Sara Caselli e il Collage. La mostra è un percorso che ci farà conoscere il viaggio atemporale del ferro sino a spiccare il volo e acquisire forme e colori animati, dell’olio che ci racconta la vita dell’uomo tra gioie e dolori, della ceramica che descrive la fragilità umana, del collage con i suoi colori luminosi e la sua sovrapposizione materica che descrive scorci di città”.

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. “Ziranu, l’artista del ferro, figlio di un’arte senza tempo attraverso la sua maestria e l’accurata conoscenza della materia prima – si legge nell’analisi critica della mostra – riesce a scolpire l’anima del ferro creando opere che raccontano il suo sogno, il suo viaggio. I suoi corpetti sono sculture di donne, tenaci e fragili, luminose e ambasciatrici della nostra identità; le vele che sospinte dal vento raccontano il nostro rapporto simbiotico col mare, sospese su rami di ginepro che ci tramandano lo scorrere inevitabile del tempo; infine le farfalle, leggiadre e luminose che volano verso il cielo, verso l’infinito. Sarkos, pittore e ceramista, propone una selezione di oli che raccontano la vita, tele che descrivono il viaggio interno di ognuno di noi, un viaggio che ci pone continuamente davanti a interrogativi. Caselli e la tecnica del collage: le sue opere raccontano la vita della città attraverso i suoi scorci. Opere vive grazie all’uso accurato dei colori e una particolare attenzione all’osservazione dal vero”.
   

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