Bambini, famiglie, giovani e anziani. E molti stranieri. Tutti insieme per un “capodanno alternativo” in nome della fratellanza e del no alla guerra. È partita intorno alle 18 da piazza San Michele a Cagliari la 52/a edizione della marcia della pace, per la prima volta nel capoluogo sardo. All’appuntamento stanno partecipando circa duemila persone provenienti da tutta la Sardegna. Con presenze eccellenti anche dal resto d’Italia: un nome su tutti don Luigi Ciotti, storico fondatore di Gruppo Abele e di Libera. Hanno partecipato alla camminata che ha attraversato la città da viale Trento a piazza Amendola, passando per le strade della festa di Capodanno, il largo Carlo Felice e via Roma anche Luigi Bettazzi, emblema della marcia e Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto.

Tante le istituzioni associazioni che hanno partecipato all’organizzazione o aderito alla marcia: Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, l’Azione Cattolica Italiana, la Caritas e Pax Christi. E poi Sardegna solidale (il coordinamento del volontariato nell’isola), gli ecologisti e antimilitaristi di Sardegna Pulita e tanti altri movimenti. Don Ettore Cannavera, comunità La Collina, ha sottolineato alla partenza i valori della fratellanza. Mentre il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu si è soffermato su famiglia (“preoccupati per gli ultimi dati Istat) e lavoro.

Una manifestazione che alterna camminata, con canti e fiaccole, e momenti di riflessione nelle diverse tappe cittadine. Momento clou la messa alla basilica di Bonaria con sobrio banchetto finale: un modo intimo e solidale di festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
   

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