avvocatoinprimafila il metodo apf

Termini Imerese: la Cgil partecipa alla raccolta firme lanciata dall’Anpi per la cittadinanza onoraria a Liliana Segre.

Palermo 20 novembre 2019 – Termini Imerese: la Cgil partecipa alla raccolta firme lanciata dall’Anpi per la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Presso la Camera del Lavoro zonale di Termini Imerese, in via Mattarella, è possibile firmare la petizione a sostegno della senatrice a vita sopravvissuta all’Olocausto e  dal 7 novembre sotto scorta per le minacce ricevute.
 
Da giorni la città è in mobilitazione con banchetti nelle piazze per sensibilizzare la cittadinanza: domenica si è svolta un’iniziativa a piazza Duomo e la  raccolta di firme è in corso da questa settimana anche nelle scuole superiori e nei posti di lavoro.   
“Plaudiamo all’iniziativa dell’Anpi e la sosteniamo con convinzione – dichiara Laura Di Martino, responsabile della Camera del lavoro zonale di Termini Imerese – Antifascismo, antisemitismo e resistenza sono valori cardine della nostra organizzazione. La  storia e le conquiste non si cancellano. Siamo certi che, come merita, la senatrice Segre riceverà presto il conferimento della cittadinanza onoraria nella nostra città”.
 
 A lanciare la petizione è stata la sezione Girolamo Li Causi di Termini Imerese dell’Anpi. L’associazione nazionale partigiani  si è mobilitata in tutta Italia con diverse iniziative a sostegno della senatrice della Repubblica che ha proposto l’istituzione di una  commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio.
 

“I termitani sono solidali con Liliana Segre, sostengono il suo impegno per la democrazia e per una società fondata sulla cooperazione, la coesione sociale, il rispetto reciproco, l’uguaglianza fra tutti i cittadini – dichiara Pino Lo Bello, coordinatore Anpi  Termini Imerese – Incontrando  la gente abbiamo avuto conferma di questo bisogno di civiltà, di accoglienza, di integrazione, di pace, di lavoro e di estensione dei diritti di democrazia e  giustizia sociale”. 

 
 
 
Exit mobile version