Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze legge con prudente soddisfazione la notizia che il progetto TAV fiorentino è rimasto escluso dall’elenco dei cantieri, la cui riapertura, dovrebbe consentire ad alcune controllate di Condotte SpA di potersi salvare.
Soddisfazione perché si conferma quanto il Comitato aveva già espresso in passato al Ministero, cioè che il progetto di sottoattraversamento di Firenze ha troppe incongruenze progettuali per poter essere realizzato e che sarebbe un grave onere per l’impresa che se lo accollasse.
Prudenza perché la mancata chiusura del cantiere tiene ancora questa spada di Damocle sulla città, bloccando, tra l’altro, un ripensamento razionale del servizio ferroviario del nodo e paralizzando lo sviluppo del trasporto regionale e la nascita di un efficiente servizio di treni suburbani; ricordiamo che forse il principale problema di mobilità a Firenze è dato dall’enorme massa di pendolari che si riversano in città ogni giorno e non hanno alternativa al mezzo privato.
Questo supino atteggiamento di accettazione della volontà delle Ferrovie dello Stato e dei costruttori da parte della politica toscana è un chiaro segno della degenerazione culturale che ormai attanaglia tutto il paese. Se si realizzassero le opere utili alla città, bloccate ora dal ricatto, si creerebbero molti più posti di lavoro di quei pochi che sarebbero necessari a seguire una talpa nelle viscere di Firenze.

