(ANSA) – PISA, 5 DIC – Sarebbe stato ucciso per una punizione finita male, Emanuele Scieri, parà di leva di 26 anni della Folgore, cadavere dentro la caserma ‘Gamerra’ di Pisa il 13 agosto 1999 (il corpo fu ritrovato tre giorni dopo). E la punizione ci sarebbe stata perché caporali lo videro parlare al telefono cellulare il cui uso in caserma era vietato. E’ questa una ricostruzione sulla vicenda su cui lavora la procura militare di Roma, che ha riaperto l’inchiesta.

Per i magistrati Scieri potrebbe essere stato soggetto a una punizione dopo che alcuni caporali lo avevano sorpreso al telefonino. L’ipotesi di reato della giustizia militare è quella di “violenze a inferiore mediante omicidio in concorso”. I caporali punirono Scieri ordinando di scalare a braccia una torretta di asciugatura dei paracadute. Durante lo sforzo il giovane perse l’equilibrio e precipitò da un’altezza considerevole e nessuno dei presenti lo soccorse.
   

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