Coronavirus: Sa e Barocco, serve cambio di passo per Fase 2

(ANSA) – AOSTA, 21 APR – Serve “un sostanziale cambio di passo per come la Regione Valle d’Aosta sta preparando la fase due sia a livello sanitario che, in parallelo, di riapertura e ripresa economica”. Lo sostengono i consiglieri del gruppo della Stella alpina e Giovanni Barocco (Misto). “La modalità di fondo che è stata scelta per accedere alla misura legislativa da 25.000.000 di euro della legge appena approvata – spiegano – è quella di creare una piattaforma informatica che limita la burocrazia e permette di accedere alle misure economiche per la propria categoria direttamente da casa, tramite autocertificazioni!.
    Secondo i consiglieri regionali “il caso degli orti è esemplare, perché l’ordinanza del Presidente della Regione pone ulteriori vincoli ma poteva porre più attenzione alla dimensione comunitaria del lavoro in campagna della Valle d’Aosta, anche per autoconsumo, dove la motozappa viene usata dal vicino, i fertilizzanti arrivano da un parente o un conoscente, dove i genitori portano il loro figlio piccolo con cui convivono, dove la responsabilità delle persone può benissimo assicurare la distanza sociale e evitare catene di contagio che restano più facili in strutture chiuse”.
    Il gruppo consiliare della Stella alpina e il consigliere Barocco auspicano che “il prima possibile si intervenga rammentando il lavoro degli artigiani che lavorano da soli, senza possibili contatti, piuttosto che la possibilità che riaprano anche i cantieri privati prevedendo magari come in Svizzera l’alternarsi rigido delle varie tipologie di maestranze e l’obbligo delle distanze e degli strumenti adibiti ad evitare i contagi”. Aggiungono: “La riapertura dei cantieri nella loro dimensione di filiera. Riprendere i lavori stradali, ad esempio, obbliga alla riapertura delle cave, al funzionamento dei centri raccolta dei rifiuti, alla disponibilità dei fornitori di materiali edili e degli strumenti di lavoro. Nelle valli in cui ci sono cantieri stradali, ci devono essere luoghi in cui si possa andare a pranzo in sicurezza. È quindi urgente un tavolo di confronto come da noi auspicato in Consiglio!”.
    “Abbiamo l’auspicio che il Consiglio tutto – si legge ancora nella nota – prosegua in un’operazione trasversale e unanime data dal fatto che non esiste più né una maggioranza né un’opposizione, ma solo la necessità di cercare soluzioni le più allargate possibili ad ogni sorta di idea e contributo, sia in Consiglio sia dalle categorie economiche e sociali, fino ai sindaci. In tal senso è auspicabile il prima possibile un confronto con il Celva, sia per ragionare assieme della tematica inerente l’extragettito Imu, sia per valutare assieme gli interventi necessari da parte regionale per permettere di abbassare il più possibile l’Imu per le case sfitte dei valdostani e per prevedere eventuali ristori rispetto all’Imu delle strutture ricettive”. (ANSA).
   

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