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Cronaca Valle d'Aosta

Corruzione elettorale, assolto Domenico Avati

 

Accogliendo la richiesta del pm Luca Ceccanti, il gup Davide Paladino ha assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di corruzione elettorale Domenico Avati, di 53 anni, dipendente del Casinò di Saint-Vincent, candidato nell’Union valdotaine alle elezioni regionali del 2018 (è il terzo escluso con 815 voti).

Il pm Luca Ceccanti ha chiesto l’assoluzione dall’accusa di corruzione elettorale di Domenico Avati, di 53 anni, dipendente del Casinò di Saint-Vincent, candidato nell’Union

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valdotaine alle elezioni regionali del 2018 (è il terzo escluso con 815 voti). Con la richiesta di rinvio a giudizio, la procura puntava ad approfondire in dibattimento il quadro probatorio allo stato carente, riascoltando per esempio alcuni testimoni che durante l’indagine avevano fatto dichiarazioni ambigue. Approfondimenti che però non sono possibili vista la scelta da parte dell’imputato del giudizio abbreviato, con cui il giudice decide in base agli atti già presenti nel fascicolo.

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In tre intercettazioni dell’inchiesta ‘Do ut des’, su un presunto giro di corruzione con epicentro la Valtournenche, un dipendente della casa da gioco spiegava di essere venuto a sapere di pressioni esercitate da Avati su dipendenti del Casinò, affinché votassero lui stesso, Augusto Rollandin e Mauro Baccega, e di una lista nera di lavoratori.

L’agenda con l’elenco dei dipendenti era stato consegnata agli inquirenti dallo stesso Avati. Nella scorsa udienza, ad aprile, il gup Davide Paladino aveva accolto l’eccezione della difesa (avvocati Corinne Margueret e Alessandra Fanizzi) di dichiarare inutilizzabili le intercettazioni telefoniche perché disposte nell’ambito di un altro procedimento penale. Dallo stesso audit svolto dal Casinò tra i dipendenti non erano emerse condotte penalmente rilevanti da parte di Avati.

La contestazione della procura era di aver fatto pressioni su una serie di dipendenti della casa da gioco per ottenere voti e di aver promesso vantaggi legati a future assunzioni o progressioni di carriera a lavoratori non identificati. Avati ricopriva l’incarico di ‘Responsabile dei servizi di conta e segretariato’. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Chatillon e Saint-Vincent.
   

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