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All'ospedale di Catania il centesimo sistema robotico chirurgico “da Vinci”

di Alessandro Ragazzo
L’innovazione italiana nel campo della sanità raggiunge un traguardo storico al Policlinico Vittorio Emanuele della città siciliana. Consentirà una maggior facilità di accesso a vie anatomiche difficili e maggior precisione nei confronti dei tumori
Catania, presentato il centesimo sistema robotico “da Vinci”
Robot da Vinci

Una giornata importante per la sanità del Sud: l’atteso traguardo dei 100 sistemi robotici da Vinci in Italia è stato raggiunto proprio in Sicilia, più precisamente a Catania. Con questa ultima e recentissima installazione salgono a tre i robot per la chirurgia robotica mininvasiva in regione.

«La piattaforma, acquistata dall’Università di Catania e in uso al Policlinico cittadino – spiega il rettore Francesco Basile – rappresenta per il nostro ateneo l’espressione più completa di quella sinergia tra attività didattica, ricerca e assistenza, sviluppata con l’azienda ospedaliero-universitaria e, al contempo, una risposta concreta ed efficace alle istanze didattico-formative degli studenti e di aggiornamento dei docenti, ricercatori, medici attuabili attraverso soluzioni tecnologiche innovative».

Proprio con il preciso scopo di garantire training a specializzandi e nuovi chirurghi, la struttura si è dotata di un da Vinci Xi HD nella sua configurazione completa, ovvero comprensiva di doppia console, simulatore e tavolo operatorio dedicato.

L’acquisto di questa tecnologia all’avanguardia è un’incredibile evoluzione per l’offerta clinica dell’Ospedale, come sottolinea Salvatore Paolo Cantaro, Direttore Generale del Policlinico-Vittorio Emanuele. «Nell’ottica di un piano di efficienza aziendale – osserva – l’obiettivo di questa direzione è la condivisione di tecnologie innovative con le aziende sanitarie del bacino territoriale di riferimento, al fine di soddisfare la domanda di bisogno assistenziale che ricopre gli ambiti specialistici indicati. Potranno perciò essere concordati percorsi assistenziali integrati in convenzione, per creare team multi specialistici che possano interagire, rappresentando così un ulteriore passo verso l’eccellenza cui tende la sanità siciliana».

Saluta l’arrivo della piattaforma da Vinci anche Candeloro Bellantoni, direttore generale dell’ateneo. «Si tratta di un investimento di grandissima portata – fa sapere – e pensi, infatti, alle enormi potenzialità derivanti dall’utilizzo del robot, sia per quanto riguarda la formazione dei nostri specializzandi, sia per la sperimentazione di avanzate tecniche chirurgiche. È un’occasione per la sanità catanese di divenire, nel campo della chirurgia, un polo di eccellenza della sanità pubblica regionale; senza contare poi la possibilità di istituire, tra un paio di anni, un corso in chirurgia robotica, che permetterà di trattenere i nostri studenti e di attrarre quelli di altri atenei».

«D’ora in poi – aggiunge Giuseppe Morgia direttore di Urologia del Policlinico – saremo in grado di offrire ai nostri pazienti un nuovo percorso chirurgico di avanguardia. Il robot, infatti, consente una maggior facilità di accesso a vie anatomiche particolarmente difficoltose, oltre ad una maggior precisione demolitiva nei confronti dei tumori e riduzione della degenza post-operatoria. E rispetto alla chirurgia laparoscopica tradizionale, ci restituisce una visione tridimensionale magnificata (aumentata fino a dieci volte rispetto alla normale visione del nostro occhio), con un'immagine ferma a garantire la possibilità di eseguire manovre più delicate e complesse».

La piattaforma robotica, prodotta da Intuitive SurgicalInc. e distribuita in esclusiva in Italia da Ab medica, si compone di tre parti: un carrello paziente, un carrello visione e una console chirurgica. Quest’ultima componente, posta al di fuori del campo sterile, consente al chirurgo di muovere a distanza i bracci robotici che replicano i gesti dell’operatore, azzerandone il fisiologico tremore, accrescendone la precisione, consentendo una libertà di movimento degli strumenti chirurgici su ben sette assi e con una rotazione di 540 gradi.

«L’arrivo a Catania della piattaforma da Vinci – chiarisce Filippo Pacinotti, direttore degli affari di Ab medica – rientra in un più ampio progetto che la nostra azienda sta perseguendo, in particolare negli ultimi anni, per rendere più omogenea la distribuzione di nuove tecnologie sanitarie tra Nord e Sud Italia. Penso ad esempio alla realtà campana che ha costruito una vera e propria rete di eccellenze robotiche tra ospedali (Grio), alla creazione di un Centro di formazione robotico partenopeo (Rain), all’approdo nel 2016 del primo robot da Vinci in Calabria, regione fino a quel momento sprovvista della tecnologia robotica. L’obiettivo è di riuscire a innestare anche in Siciliaun progetto strutturato e articolato che si aggiunga alla serie di operazioni che hanno contribuito e desiderano contribuire nel tempo a portare ai pazienti del Sud Italia l’eccellenza sanitaria a cui hanno diritto».