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Bambini in provetta e maternità surrogata, l’orrore del business della vita

Ormai siamo abituati ad acquistare qualsiasi cosa, basta poterselo permettere. Le agenzie di maternità vendono alle coppie sterili, ma anche a single, bambini di ottima qualità, con tanto di garanzia e copertura assicurativa. Benvenuti all’inferno

Come lo vuole il bambino? Alto, magro, biondo, moro, simpatico, altezzoso, altruista, irriverente, abbiamo geni di ogni tipo per qualsiasi esigenza esistenziale, certo, se vuole un lavoro fatto bene non dovrà badare a spese, del resto un figlio è per sempre, come un diamante.. altro che cicogna !

La progettazione di bambini a tavolino grazie alle più innovative tecniche di ingegneria genetica, è pratica più che consolidata. Correva l’anno 1978 quando in Ighilterra, a Manchester, fu concepita la prima bambina in provetta della storia: si chiama Louise Brown e gode oggi di ottima salute. Il suo compleanno, 25 luglio, la fecondazione assistita festeggia insieme a lei l’anniversario ormai pluridecennale di un passaggio epocale della storia della medicina globale.

A distanza di 40 anni il mondo della fecondazione artificiale ne ha compiuti di passi, molti dei quali oscuri e inquietanti, lasciando alle sue spalle una miriade di interrogativi oltre a una moltitudine di nuovi nati (in Italia la fecondazione assistita solo nel 2016 ha contribuito alla nascita di ben 13582 bimbi, + 142% rispetto all’anno precedente ).

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Ma come funziona questa strana pratica che fa delle vite un business e si scontra con le leggi della natura e dell’etica?

Occorre innanzitutto operare una sostanziale distinzione tra le varie tecniche di riproduzione assistita. Queste tecniche sono attualmente rappresentate da una gamma di opzioni terapeutiche a diverso grado di invasività sia tecnica che psicologica sulla coppia. Nel nostro paese si è distinto tra I, II e III livello di tecniche a seconda della complessità e del grado di invasività. Si va dal primo livello con l’inseminazione intrauterina semplice, che prevede l’introduzione del seme maschile nella cavità uterina, al secondo livello con la FIVET (fecondazione in vitro e trasferimento dell’embrione), tra le più utilizzate in materia, seguita dalla G.I.F.T. (Gamete Intra Fallopian Transfert ),che si serve di alcuni farmaci specifici per indurre artificialmente l’ovulazione. Al livello tre appartengono le tecniche più invasive e rischiose, tra cui la MESA (Microsurgical Epidydimal Sperm Aspiration ) e la TESE (Testicular Sperm Extraction).

C’è la fecondazione “in vitro”, che avviene fuori dal corpo della donna, e quella “in vivo” che prevede l’impianto dello spermatozoo direttamente nel grembo materno. Ci sono casi in cui entrambi i genitori biologici sono esterni alla coppia, altri in cui solo uno dei due partner fornisce materiale genetico. Da un punto di vista legislativo dipende dallo stato. In alcuni paesi, come affitti una casa o un’auto, puoi affittare anche un utero grazie al servizio di maternità surrogata. Quest’ultima è una tecnica di riproduzione assistita con la quale si predispone la gestazione nel ventre di una donna che non sarà la sua madre biologica, dato che l’embrione impiantato non ha nessun vincolo genetico con quest’ultima.

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Viene chiamato contratto di maternità ed è un accordo che si stipula tra genitori committenti e la donna fertile che mette il proprio utero a disposizione delle coppie impossibilitate a procreare autonomamente.

Digitando su Google “maternità surrogata” i primi link ad apparire sono quelli delle agenzie di fecondazione, il cui ruolo è quello di seguire da vicino sia la coppia sia le donne che affittano il proprio grembo. Tra i servizi offerti da queste agenzie troviamo: supporto legale, assistenza fisica durante i viaggi, appartamenti e hotel, servizio medico pediatra a domicilio, conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale del figlio, copertura assicurativa e addirittura il passeggino e il corredo per il nuovo nato.

Ma quanto costa un bambino ?

I prezzi variano a seconda del paese e delle garanzie richieste. La Growing Generations è una tra le più famose agenzie per le nascite assistite degli Stati Uniti, paese in cui il turismo riproduttivo è tra i più elevati al mondo, anche perchè non ci sono limiti di prezzo e pochi sono i vincoli legali. Per una madre surrogata il prezzo base è di 137 mila dollari, che diventano 155 mila se si desidera che la madre in affitto sia donatrice degli ovuli.

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A seconda delle garanzie che ciascun acquirente desidera ovviamente i prezzi crescono, ma non c’è problema perchè sono previsti finanziamenti e prestiti per coloro che ne avessero necessità. Spostandosi verso l’Est Europa e il continente asiatico i prezzi calano vertiginosamente, oscillando tra i 20 e i 30 mila dollari a nascituro. Più il prezzo scende, maggiori sono i rischi e le controversie. In condizioni di disperazione e difficoltà economica molte donne decidono di vendersi per poter dare da mangiare ai propri figli, così il loro ventre diventa un contenitore in cui coltivare il sogno di qualche ricco occidentale che vuole un bambino perchè non accetta la propria condizione di infertilità. Per quanto possa essere difficile e doloroso apprendere di non poter avere accesso alla riproduzione naturale, è anche vero che nel mondo, secondo le statistiche Unicef, ci sono 170 milioni di bambini orfani. Ma il business continua.

Un vero e proprio supermercato di prole, una fabbrica di umani che frutta circa 6 miliardi di dollari l’anno ed è un settore in continua crescita.

“La realtà è questa: giovani donne economicamente disperate si sottopongono per denaro a devastanti bombardamenti ormonali ai fini della produzione massiva di ovuli. Per poche centinaia di dollari rischiano letteralmente la vita. Pubblicità ingannevoli girano anche sui social network tipo Facebook: “Se sei alta, attraente e magra… e hai il desiderio di aiutare qualcuno, fai la differenza, dona i tuoi ovuli”. (“Utero in affitto”- Enrica Perucchietti)

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Non sono solo le coppie etero a rivolgersi a questo genere di servizio ma anche numerosi single e coppie omosessuali.

A Bruxelles il 22 e il 23 settembre scorsi si è tenuto un convegno internazionale dal titolo “Men Having Babies”,dedicato alle coppie gay desiderose di acquistare un figlio, e che figlio. Nella lussuosa sede dell’Hilton Hotel le coppie sfogliano depliant raffiguranti le possibili madri surrogate che porteranno in grembo i futuri bambini stipulando gli appositi contratti. Vite ridotte ad accordi commerciali e poco importa la legislazione. La Commissione Europea nel 2015 approvava un emendamento facente parte della Relazione sui Diritti Umani che condannava “la pratica della maternità surrogata, che mina la dignità umana della donna, visto che il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usate come una merce”. Il no alla Gestational Surrogacy è stato varie volte nel corso degli anni votato dal Parlamento Europeo, eppure evidentemente i voti non bastano ad arrestare un mercato in forte espansione. Strettamente connessa a questa dinamica è la problematica della sterilità della popolazione, specie nei paesi industrializzati, che ogni anno cresce esponenzialmente. Pare che non riusciamo ad accettare il fatto di essere veramente tanti, se non troppi, a tal punto che persino la natura vorrebbe impedirci la riproduzione. La natura non vuole? Ci pensano le agenzie di maternità surrogata a sostituire le leggi universali, forzando destini altrimenti segnati.

 

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