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Buon compleanno Dna, ma ora si guarda alla ricerca etica senza sperimentazione animale

Il 25 aprile 1953 viene pubblicata per la prima volta la struttura ad elica del codice genetico. “Ma in realtà ce ne sono oltre 2 mila”, precisa il ricercatore Daniele Tedeschi, ideatore del Progetto Genobioma, presto su Corriere Quotidiano

Mentre l’Italia festeggia la liberazione, il mondo ricorda James Watson e Francis Crick, i due giovani ricercatori, uno inglese uno americano, che il 25 aprile 1953 propongono un articolo sulla rivista Nature destinato a fare storia. Si parla per la prima volta della struttura del Dna (acido desossiribonucleico) e del suo meccanismo di replicazione. Il nome, dall’inglese DesoxyriboNucleic Acid, designa una molecola lunghissima e fino ad allora abbastanza misteriosa, specialmente nella forma e nel meccanismo di funzionamento. Tutti sapevano come dal Dna passassero le informazioni genetiche, ma nessuno aveva ancora spiegato come queste informazioni fossero immagazzinate e trasmesse al resto della cellula. Per fare questo era necessario conoscere con grande precisione la struttura del composto organico in questione. E nessuno era ancora venuto a capo dell’intricato rebus. Fino ad allora.

Daniele Tedeschi, l’epigenetica e la ricerca etica senza sperimentazione animale

Biologo, dottore di ricerca e Post-Doc, Daniele Tedeschi da anni studia il secondo Dna umano, il rapporto tra i vari Dna e come tra loro collaborinotutti gli altri Dna che vivono assieme a noi, che sono duemila”. Ciascuno di noi è rappresentato dal Dna nucleare, ma esiste anche un Dna mitocondriale. Negli ultimi trent’anni si è scelto di studiarli separatamente, ma uno non esclude l’altro, anzi. Lo studio della sequenza del Dna, dell’espressione genica e quindi delle proteine codificate, è conoscere se stessi e le interazioni con cibo, nutrienti, farmaci e con le stesse integrazioni nutraceutiche utilizzate per migliorare la qualità della vita”.

Il terzo millennio è il secolo del Dna.La Scienza nel terzo millennio ha una grande opportunità: gli studi di genetica ed epigenetica sugli esseri viventi possono far comprendere i meccanismi molecolari biochimici e fisiologici non solo della patologia di quello stesso essere vivente, che sia un pomodoro o un essere umano, ma anche le relazioni tra di essi e con l’ambiente che, volente o nolente, muta”.

Il Progetto Genobioma®. Assieme a noi e intorno a noi esistono altri duemila Dna: “Io studio il loro rapporto e come tra di essi collaborano”. “Il Genobioma è rappresentato dall’insieme funzionale del patrimonio genetico (Dna nucleare e Dna mitocondriale) e del microbioma, ovvero il genotipo di quei microrganismi che vivono in simbiosi con quell’essere vivente, ne è un esempio il microbiota intestinale, piuttosto che quello cutaneo – spiega Tedeschi – è come se avessimo un’auto a due motori, il secondo è piccolino ma è fattivo, perché è quello che produce proteine fondamentali”.

Perché è importante. “La questione riguarda l’umanità. Già dal secolo scorso parliamo del male del secolo, la gente soffre. Ogni essere vivente nasce con una condanna a morte. Sono duro, lo so, ma è la verità. La malattia può affaticarti e rovinarti, e noi finora abbiamo trovato solo la terapia, non la cura. Io cerco la cura. A volte bisogna avere il coraggio di dire ‘questo non va’. La mia ricerca è volta a riparare, non a mettere toppe”. Daniele Tedeschi, infatti, cerca il fattore scatenante “grazie alla biologia molecolare, che non è ingegneria genetica, che per me non va bene”.

Daniele Tedeschi

Nutrigenetica e nutrigenomica, farmacogenetica e farmacogenomica. La nutrigenetica e la farmacogenetica rappresentano la “scelta” dei nutrienti e dei farmaci “migliori” in base al proprio Dna. Nutrigenomica e Farmacogenomica rappresentano ciò che può interferire positivamente o negativamente con il nostro Dna. Nutrienti, nutraceutici e farmaci correlati alle esigenze funzionali e quindi genetiche ed epigenetiche, sono quindi la “medicina” che potrà dare terapia e cura per la maggior parte dei disagi e delle malattie ancora oggi tristemente presenti ed invalidanti. La Genobiomica riunisce e ordina tutto questo in modo tale da poter conoscere lo stato fisiologico e patologico di un individuo correlato alla funzionalità del DNA nucleare del DNA mitocondriale e del Microbioma di un individuo.

Il progetto Genobioma vuole fornire i propri servizi di ricerca, consulenza ed interpretazione scientifica studiando il Dna genomico e mitocondriale oltre che il microbioma (e quindi il microbiota) di Persone, con o senza una patologia evidente o invalidante, correlando l’attività dei geni con l’espressione delle proteine deboli o mancanti.

La malattia. “Tanti malati oggi vivono la malattia, imbottiti di medicine, ma non vivono la vita. In un mondo dove tutto muore, c’è un paradosso: il cancro è una cellula che non vuole morire. Cerchiamo di capire perché questa cellula, a differenza di tutte le altre che hanno un ciclo vitale, non voglia morire. Diciamo che è al posto sbagliato al momento sbagliato.  Con i miei studi vado a identificare il Dna della cellula tumorale per capire perché, quali sono i geni che stanno funzionando in maniera diversa”.

Tutto passa per l’alimentazione. Ogni essere vivente ha un Dna con cui noi interagiamo. Se mangio un pomodoro con il glifosato – l’erbicida più usato nel mondo. Nel 2015, lo IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, che fa parte dall’Oms, lo ha inserito nella lista delle sostanze ‘probabilmente cancerogene’ – in realtà mangio glifosato. Se mangiamo la lattuga che è un essere vivente, ce l’hanno insegnato alle elementari, mangiamo anche il suo Dna. Per fortuna questo mondo ha preso una strada più attenta all’ambiente, è una scelta che diventa virale. Cinque anni fa era vietato parlare della mia ricerca, oggi il mondo è cambiato grazie alla nuova coscienza delle persone”.

La ricerca su ciascuno di noi offre la possibilità di conoscere non solo se stessi e le proprie “debolezze” genetiche, ma anche di comprendere molto più di un intero gruppo di persone con genotipi simili e, forse, con fenotipi e malattie comuni.

Noi siamo gli altri, gli altri siamo noi: ovvero possiamo aiutare noi stessi e gli altri, ciascuno finanziando la ricerca su di sé ed ottenendo conoscenza continua su di sé e sui perché della propria malattia, presente, futura o futuribile, comune ad altri.

Progetto Genobioma sta riunendo in ogni Comune d’Italia comitati di persone malate e non ed associazioni di malati e familiari, che credono nella ricerca scientifica etica e che insieme potranno contribuire alla propria salute e a quella degli Altri, perché l’unione fa la forza così come l’insieme dei Dna studiati potrà contribuire alla ricerca della etiopatologia dei disagi vissuti quotidianamente: cancro, malattia di Parkinson e di Alzheimer, infertilità, encefalopatie, malattie immunitarie e autoimmuni, sclerosi multipla e purtroppo tante tante e tante altre ancora senza risposte.

Prendiamo coscienza, come dice Tedeschi, che “nessuno di noi è immortale, ma l’alimento è il farmaco che ci aiuta a vivere meglio nel momento in cui capiamo chi siamo.  Mia madre ha 82 anni, prendeva tredici farmaci. Dopo un percorso fatto insieme, di coterapia nutrizionale, perché non togli un farmaco dalla mattina alla sera, ora prende il coenzima Q10 piuttosto che un altro integratore, ma non prende più medicine. Esce in auto, va a teatro con le amiche”.

Chiamiamolo un “assaggio”. Un regalo per i nostri lettori. A breve Corriere Quotidiano ospiterà una rubrica curata proprio da Daniele Tedeschi. Perché quello che fa, come lo fa, che abbiamo cercato di sintetizzare ma che meriterebbe un giornale a sé stante, è talmente essenziale per conoscere noi stessi, per migliorare il nostro percorso sulla Terra, che va assunto a piccole dosi, con la mente aperta e tanta voglia di verità.

 

Daniele Tedeschi è coordinatore scientifico della onlus “Oltre la sperimentazione animale”, Responsabile Nazionale Nutrizionistica e Infertilità nel settore biomedico dell’Ivf Mediterranean Centre e fa parte dell’Advisory Board Scientifico del Center of Experimental Research on Human Microbiome, è External Expert della Commissione Europea (EX2014D213025) e per le Agenzie esecutive della CE. Con Istituto Sesp ha formulato e messo a punto, ne è cordinatore scientifico, il Progetto Genobioma®. Il Genobioma è rappresentato dall’insieme funzionale del patrimonio genetico (Dna nucleare e Dna mitocondriale) e del microbioma, ovvero il genotipo di quei microrganismi che vivono in simbiosi con quell’essere vivente (ne è un esempio il microbiota intestinale, piuttosto che quello cutaneo).

 

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