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Che il buon funzionamento dell’intestino sia fondamentale per la salute è certo. Come verificarlo?

La biodiversità intestinale e la corretta funzionalità dell’intestino sono determinanti per lo stato di salute dell’intero l’organismo. Ecco la diagnostica essenziale cui periodicamente dovremmo sottoporci, non necessariamente invasiva

Da Humanitas News

Stitichezzameteorismo o diarrea sono alcuni dei disturbi legati a una corretta funzionalità dell’intestino. Per poter prevenire e controllare se l’intestino è in salute sono sufficienti alcuni esami indolori e non sempre invasivi.

Ne ha parlato in un’intervista a Tv2000 la dott.ssa Federica Furfaro, dell’Unità Operativa di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas.

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Gli esami per le diagnosi

Per tenere sotto controllo l’intestino esistono diverse tipologie di esami. Si può iniziare con le analisi di routine come gli esami del sangue: “ad esempio controllando l’emocromo, per capire se si è in presenza di un’anemia” – ha spiegato la dottoressa – o un’indagine sulla proteina cirioattiva, che indica invece la presenza di un’infiammazione alle pareti dell’intestino o ancora il test per celiaci, se si è in presenza di sintomi particolari come addominalgia, diarrea e gonfiore. In questo caso nel sangue si cercano gli anticorpi specifici per questo tipo di patologia”. Gli esami condotti sulle feci permettono di valutare la presenza di infiammazione nell’intestino, ad esempio in pazienti che soffrono di diarrea. Tra gli esami non invasivi ci sono anche i ‘test del respiro’ (breath test) con cui si può valutare il transito intestinale o riconoscere determinate intolleranze alimentari.

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Quando serve indagare più approfonditi si passa, invece, a ecografie o colonscopie.

“L’ecografia è un esame indolore che attraverso l’utilizzo di una sonda particolare permette di vedere le pareti e le anse dell’intestino, così come riconoscere e vedere gli organi interni”, ha spiegato Furfaro. “E’ un esame utile soprattutto a chi ha malattie croniche dell’intestino per studiare eventuali ispessimenti delle pareti intestinali, linfonodi o meteorismo”.

La colonscopia invece è, tra i vari esami dedicati al controllo dell’intestino, il più invasivo  ma può essere eseguito in sedazione, senza eccessivi fastidi per il paziente. “E’ utile ad esempio per riconoscere polipi o eventuali lesioni dell’intestino”, ha spiegato la dott.ssa Furfaro, aggiungendo che rispetto a qualche anno fa “la preparazione a questo esame, che preoccupava molto i pazienti, è cambiata: ai pazienti veniva chiesto di bere un liquido a cui veniva mescolato un lassativo, in una dose massiccia pari a 4 litri. Oggi invece le dosi sono decisamente inferiori”.

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Una vita equilibrata per un intestino sano

Per mantenere in salute l’intestino è bene condurre uno stile di vita sano e una dieta equilibrata, povera di grassi  e ricca di fibre. La dottoressa consiglia anche di bere al almeno due litri di acqua al giorno e svolgere una regolare attività fisica, “perché anche il nostro intestino risente di quello che facciamo durante la giornata”, ha concluso Furfaro.

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