
(ANSA) – ROMA, 01 OTT – Il coronavirus ha creato un’epidemia
di incubi, invadendo il nostro sonno: oltre la metà degli incubi
(il 55%) nei mesi scorsi hanno infatti avuto come protagonista
il SARS-CoV-2 e gli scenari associati alla pandemia
(distanziamento sociale, contagio, morte, situazioni
apocalittiche etc).
Lo rivela uno studio finlandese condotto durante il lockdown
presso l’Università di Helsinki.
Pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology, lo studio
ha coinvolto oltre 800 individui che hanno ‘donato’ i loro
sogni, raccontandoli agli sperimentatori. Questi hanno poi usato
un software di intelligenza artificiale (IA) per analizzare i
sogni parola per parola. Sulla base delle parole in essi
contenuti l’IA ha suddiviso i sogni in 33 gruppi tematici di cui
20 sono stati classificati come incubi. Il coronavirus è
risultato presente nel 55% degli incubi, spaziando tra vari
gruppi tematici i cui sogni erano accomunati da parole come
distanziamento e paura di non riuscire ad evitare abbracci,
strette di mano, etc; contagio, visioni distopiche e
apocalittiche riguardanti la pandemia. I ricercatori sono
rimasti colpiti dalla ricorrenza di alcuni temi e parole nei
sogni di persone tra loro del tutto estranee.
Gli esperti hanno anche analizzato il libello di stress dei
partecipanti ed eventuali disturbi del sonno, riportando tra gli
altri disagi aumentate condizioni di stress e difficoltà ad
addormentarsi.
Secondo i ricercatori questi risultati, e altri che verranno
dall’utilizzo del loro strumento di intelligenza artificiale
nell’analisi dei sogni, potranno essere usati per aiutare a
tracciare un quadro del peso che la pandemia sta avendo sulla
salute mentale delle popolazioni. (ANSA).
Fonte Ansa.it











