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La menopausa non è più un tabù e parlarne migliora la vita

Lo pensa il 78% delle donne in base all’ultima ricerca del Censis. “Oggi una cinquantenne è nel pieno delle energie”, commenta Concetta Vaccaro che ha curato l’indagine. E la metà valuta positivamente anche l’impatto sulla sessualità

 Roma –  Nell’immaginario collettivo la menopausa ha sempre avuto una connotazione negativa: la fine del periodo riproduttivo rendeva la donna meno attraente sia socialmente che sessualmente. I cambiamenti fisici e psicologici legati a questo passaggio della vita femminile costituivano una vera e propria diminutio per la figura delle donne nella vita di relazione. Stando al Libro bianco sulla menopausa del Censis, presentato ieri a Roma, il tradizionale luogo comune sembra archiviato. Il 78% delle 1.028 donne italiane intervistate afferma di non avere alcun problema a parlare della menopausa. L’8,6% spiega di affrontare l’argomento solo con altre donne nella stessa condizione, il 7% solo con le amiche e l’1,3% esclusivamente con il partner. Soltanto il 5,1% non ne parla con nessuno perché “è imbarazzante“.

I tempi sono cambiati, oggi una cinquantenne è nel pieno della battaglia: l’età della procreazione si è spostata in avanti e spesso ha i figli adolescenti, i genitori invece sono invecchiati e hanno bisogno di lei come care giver, la pensione è ancora lontana. Insomma, altro che mettersi da parte con la menopausa“, commenta Concetta Maria Vaccaro, responsabile dell’area welfare e salute del Censis che ha curato il Libro bianco. E aggiunge che “fondamentale è sviluppare una maggiore consapevolezza sul controllo dei fattori di rischio per la salute per le donne che hanno un’aspettativa di vita crescente e che hanno bisogno di essere sostenute in percorsi di prevenzione efficaci, spesso oggi ancora carenti“.

Accettata quindi la menopausa come fase naturale dell’esistenza umana al femminile, l’87,3% delle donne non assume farmaci specifici e il 68,1% è convinto che non sia necessario farne uso. Il 48,6% non li usa proprio perché pensa che sia una fase fisiologica e il 33,9%, pur avendoli assunti, pensa di non averne più bisogno.

Dalla ricerca, condotta su un campione di dinne dai 45 ai 65 anni, emerge che l’82,8% delle donne pensa di essere informata sulla menopausa e il 77% dichiara di sapere che non è una malattia. La principale fonte informativa è il ginecologo (63,7%), mentre il 47,1% definisce la menopausa come la cessazione delle mestruazioni e il 44,8% sa che coincide con il termine della fertilità.

   Per il 73,6% la menopausa può non comportare necessariamente disturbi e conseguenze per la salute, ma dipende dalla condizione della donna. Tra i disturbi più frequenti vengono citati le vampate di calore e le sudorazioni profuse (61,1%); l’irritabilità, l’umore instabile, l’ansia (46,8%); l’aumento di peso (44,6%); i disturbi del sonno (39,4%); le palpitazioni, la tachicardia, gli sbalzi della pressione arteriosa (37,3%), ma c’è anche un 10,7% di donne per le quali la menopausa non comporta alcun disturbo frequente.

Quanto alle possibili conseguenze per la salute, l’85% delle donne è consapevole del fatto che la menopausa può aumentare il rischio di sviluppare l’osteoporosi e le malattie osteoarticolari, ma è molto di meno (il 61,5%) il numero di donne a conoscenza del fatto che la menopausa può accresce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari come l’infarto cardiaco, l’ictus cerebrale o l’ipertensione, solo il 26,5% che aumenta il rischio di contrarre tumori e il 20,3% le demenze.

In fatto poi di terapie, la ricerca del Censis registra ancora resistenze e scarsa informazione. La terapia ormonale sostitutiva (Tos) è conosciuta da poco più della metà delle donne intervistate (51,9%) e tra le donne in menopausa solo il 7,6% la utilizza, mentre il 6,5% ha indicato di assumere farmaci da banco, omeopatici o fitoterapici.

Tuttavia, positive appaiono le indicazioni sull’efficacia delle terapie: il 67,2% delle donne che hanno assunto o assumono farmaci ha dichiarato che, seguendo una terapia per la menopausa, i disturbi fisici si sono ridotti, i fattori di rischio come la pressione, la Moc, il colesterolo sono sotto controllo (71,9%), e che si sentono o si sono sentite meglio psicologicamente (70,3%). In particolare, il 64,6% delle donne in terapia consiglierebbe a un’amica i farmaci che sta prendendo in questo momento.

Quando si parla di menopausa si parla anche di impatto sulla sessualità: la percentuale di donne in questa fase fisologica che afferma di avere rapporti sessuali con una certa frequenza e regolarità è pari al 49,5%, a fronte del 74,2% delle donne non ancora in menopausa. La percentuale di chi valuta la propria vita sessuale positivamente è del 56,3% rispetto al 77,3% delle donne non ancora in menopausa. E tra quel 56,3%, è pari al 20,3% la quota di donne che afferma di non avere più una vita sessuale.

Tuttavia, sull’impatto che la menopausa può avere sulla dimensione della sessualità le opinioni appaiono divise. Se, da una parte, il 42,5% ritiene ininfluente la menopausa sull’attività sessuale, dall’altra il 43,8% la associa a cambiamenti fisiologici (33,3%) o psicologici (10,5%) tali da ridurre il desiderio femminile, e solo il 4% pensa che possa avere un impatto positivo. Del resto, per il 66,2% delle donne in menopausa il corpo subisce cambiamenti estetici negativi (capelli, pelle, peso) che peggiorano l’immagine di sé.

La condizione di menopausa è poi considerata positiva dal 39,4% perché elimina il problema di gravidanze indesiderate, ma il 26,8% segnala una perdita di interesse per la sessualità, e un altra fetta consistente (29,7%) la considera l’esordio della terza età, mentre il 22,1% ritiene che le donne in menopausa vengano considerate meno attraenti da un punto di vista sessuale.

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