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SALUTE MENTALE, SINPIA: IN RECOVERY FUND MANCA ATTENZIONE

“Per l’ennesima volta la neuropsichiatria infantile viene infilata a rimorchio della salute mentale dell’adulto. Nell’ambito degli ipotetici progetti del Recovery Fund, per quanto abbiamo potuto vedere, infatti, c’e’ veramente pochissima attenzione alla nostra area”. A denunciarlo e’ Antonella Costantino, presidente della Societa’ italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia), tracciando un quadro della realta’ italiana in vista della Giornata mondiale della salute mentale che ricorre domani.
“Leggendo il testo e’ ovvio che alla base c’e’ un pensiero orientato quasi esclusivamente all’adulto- evidenzia Costantino- perche’ si parla di Centri psicosociali, di residenzialita’, ossia di strutture che non sono quelle che servono ai bambini”. Il Recovery Fund e’ un fondo con titoli comuni europei per finanziare la ripresa di tutti i Paesi piu’ colpiti dall’emergenza Coronavirus. All’Italia sono stati assegnati 209 miliardi. Entro il 15 ottobre il Governo dovra’ presentare le linee guida del piano organico per accedere al fondo, mentre il piano di investimenti vero e proprio sara’ consegnato all’Europa a gennaio 2021.
Secondo la presidente Sinpia per il settore della Salute mentale dell’infanzia e dell’adolescenza “e” necessario un pensiero programmatorio. Bisogna lavorare contemporaneamente su un investimento sui servizi per garantire risposte a chi sta gia’ male, ma anche su strategie di promozione della Salute mentale e di intercettazione precoce dei disturbi”. Costantino sottolinea, infatti, che “mentre ormai tutti sappiamo cosa va fatto, ad esempio, per evitare di essere a maggior rischio di infarto, non e’ invece altrettanto diffuso, nella cultura quotidiana, il tema di come si promuove la Salute mentale dei bambini e un buono sviluppo neuropsichico”.
Attualmente in Italia “mancano le strutture dedicate ai bambini- dice la neuropsichiatra- per quanto riguarda i ricoveri ci sono pochissimi posti a disposizione e quindi molto spesso i ragazzini, soprattutto con disturbi psichiatrici ma non solo, finiscono nei reparti per adulti oppure in reparti pediatrici aspecifici anche a fronte di disturbi che invece hanno bisogno di attenzioni molto particolari”. Dal punto di vista della residenzialita’, poi, “da un lato mancano le strutture- dice Costantino- dall’altro va fatta sempre molta attenzione a usare l’eventuale residenzialita’ terapeutica per il tempo assolutamente indispensabile e per gli scopi appropriati”. Una situazione di difficolta’ che la pandemia non ha lasciato indenne. “Tutto quello che e’ successo intorno agli anziani durante il Covid ha fatto si’ che in questo momento i livelli di controllo e di preoccupazione del contagio, su quella fetta di popolazione, siano altissimi- sottolinea la presidente Sinpia- dimenticandosi pero’ che tutta l’area della neuropsichiatria infantile, ma anche della psichiatria dell’adulto e della disabilita’, hanno un’organizzazione di strutture che e’ completamente diversa da quella dell’anziano”.
Costantino sottolinea come non si possa “immaginare che i ragazzi stiano chiusi nelle comunita’ terapeutiche senza vedere nessuno, non si puo’ lasciarli sospesi rispetto alle relazioni per loro significative- precisa- e quindi abbiamo bisogno di trovare delle costruzioni che siano adatte a lavorare contemporaneamente per tenere in equilibrio la tutela della Salute mentale, dei bisogni evolutivi e dei bisogni di sviluppo dei bambini e degli adolescenti con la giusta attenzione alla prevenzione del contagio”.
In conclusione Costantino sottolinea come si debba “lavorare su piu’ piani: investire in servizi, personale e formazione. Perche’ quando il personale e’ poco ed e’ sovraccarico non si riesce neanche a lavorare in rete tutti insieme e lavorare in rete, invece, e’ un grande moltiplicatore di salute”.

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