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Salute: nuovo trattamento per diminuire frequenza emicrania

Una speranza per i colpiti da questo problema arriva dagli Stati Uniti dopo uno studio durato oltre due mesi fatto su 246 persone

Da oggi l’emicrania non si può solo curare ma anche prevenire riducendone la frequenza. Ad annunciarlo è Novartis, in occasione dell’American Academy of Neurology (Aan) di Los Angeles, presentando i risultati dello studio su “Erenumab”, il trattamento sperimentale progettato per prevenirla. I dati hanno evidenziato che il nuovo trattamento è stato in grado di ridurre della metà il numero dei giorni di presenza dell’emicrania. Lo studio, durato dodici settimane, è stato fatto su 246 pazienti con episodi sistematici di emicrania e su cui avevano già fallito trattamenti precedenti. A quanto sembra il nuovo trattamento è in grado di bloccare un recettore – il Cgrp, Calcitonin Gene-Related Peptide – che svolge un ruolo importante nell’attivazione dei dolori alla testa. «Lo studio dimostra chiaramente la capacità, da parte di un anticorpo, di ridurre in modo significativo la frequenza dell’emicrania nei pazienti – spiega il managing medical director alla Charitè Universitatsmedizin, il professor Uwe Reuter – che non sono riusciti a trovare il sollievo di cui hanno bisogno con le opzioni di trattamento preventivo attualmente disponibili. Questi dati offrono la speranza di un minor numero di giorni d’emicrania anche per quelle persone che altrimenti sarebbero costrette a passare per anni da un trattamento all’altro, senza ottenerne beneficio a causa della mancanza di efficacia e di tollerabilità». Se sarà approvato, “Erenumab” sarà somministrato ogni quattro settimane, mediante un dispositivo di auto-iniezione. Dopo l’approvazione, Novartis e Amgen lo commercializzeranno inizialmente negli Stati Uniti.

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