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“Varicella party”: lʼannuncio su Facebook di una mamma no-vax scatena la Rete

L’idea è di far contrarre la malattia ai figli in modo naturale, affinché si formino gli anticorpi e si possa fare a meno di ricorrere al vaccino. Un po’ come succedeva una volta, tra gli anni Sessanta e Settanta, “per togliersi il pensiero”

No varicella, no party. Il 30 aprile una mamma no-vax ha pubblicato su Facebook l’annuncio di una festa a tema virus. L’idea è di far contrarre la malattia ai figli in modo naturale, affinché si formino gli anticorpi e si possa fare a meno di ricorrere al vaccino. Un po’ come succedeva una volta, tra gli anni Sessanta e Settanta, quando più di una mamma portava i figli a giocare con gli amichetti contagiati “per togliersi il pensiero”.  Il varicella party non è un caso isolato, non è la prima volta che viene organizzata un’iniziativa simile. È stata rimossa l’anno scorso la pagina Gruppo segnalazioni malattie esantematiche. Nel social di Zuckerberg è un continuo proliferare di gruppi anti-vax: si va da No ai vaccini non vaccinare i tuoi bambini con quasi 3mila membri e più di dieci post il giorno fino all’internazionale VaccineChoices – Fact VS Fiction, Conversations & Research che conta oltre 41mila iscritti, passando per centinaia di pagine simili.

Varicella PartyL’invito. Un post a sfondo fucsia e parole in grassetto, proprio come si presenterebbe la “chiamata” via social al compleanno di una bambina. Invece è una convocazione ai genitori per riunirsi e portare i propri figli a contrarre la varicella. Nel giro di poche ore, il post ha ricevuto migliaia di commenti. Alcuni, pochi, con toni entusiastici: “Ci sarò!“, scrive una donna. Parecchie invece le critiche alla “festa” senza contare i tag alla Polizia postale affinché intervenga. L’autrice del post è ovviamente una convinta sostenitrice dei metodi naturali. Tra le sue attività, la gestione di un un asilo per bambini lontano dalla città, dove poter giocare a contatto con la natura. Proprio per questo, fra i commenti, c’è chi si è chiesto se non fosse pericoloso affidare i propri figli a chi pensa di organizzare eventi sulla varicella.

Pox party. Sono feste organizzate per far contrarre ai bambini piccoli malattie esantematiche come morbillo o varicella. Negli Stati Uniti, i partiti della varicella erano molto popolari prima dell’introduzione del vaccino nel 1995. I bambini erano anche esposti intenzionalmente ad altre comuni malattie infantili, come la parotite e il morbillo. Nel 2017, quando si è acceso il dibattito riguardo l’obbligatorietà o meno dei vaccini, sono comparsi diversi annunci del genere sui social network. L’idea era favorire il contagio per evitare il vaccino. Esisteva addirittura la pagina Facebook Gruppo segnalazioni malattie esantematiche, in cui i genitori pubblicavano annunci di domanda e offerta. Nel frattempo, i casi di morbillo sono aumentati del 600 per cento nel giro di un anno. Nel 2017, i decessi legati al morbillo sono stati quattro, mentre nel 35 per cento dei casi si sono registrate complicazioni, fino al ricovero ospedaliero. I dati sono stati diffusi a gennaio 2018 dal ministero della salute.

Flu party. Durante la pandemia di influenza del 2009 in Canada, i medici hanno notato un aumento del contagio grazie a quelli che sono stati definiti party influenzali. Questi incontri, come per le feste del vaiolo, sono stati progettati esplicitamente per consentire ai figli dei genitori di contrarre il virus dell’influenza. Sebbene questi eventi siano stati ampiamente discussi dai media, ne sono stati confermati pochissimi.

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