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Dalla Medicina Biologica Integrata, arriva una speranza anti-Covid attraverso un composto completamente naturale:La Quercitina.

Uno studio internazionale al quale ha partecipato l’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche, il Cnr-Nanotec di Cosenza, indica che la quercetina – un composto di origine naturale – funziona da inibitore specifico del coronavirus Sars-CoV-2. La sostanza mostra infatti un’azione destabilizzante sulla 3CLpro, una delle proteine chiave per la replicazione del patogeno.

Esiste una sterminata letteratura scientifica a sostegno dell’evidenza indiscutibile che l’efficacia del sistema immunitario dipende strettamente dall’efficienza delle sue funzioni fisiologiche di contrasto ai patogeni: integrità delle barriere cutanee, mucosali e chimiche, produzione di lisozima, carica energetica della cellula, stato redox, integrità strutturale e funzionale dei mitocondri e delle membrane cellulari in genere, risposta immunitaria innata, chemiotassi delle cellule immunitarie, attivazione del sistema del complemento, fagocitosi dei patogeni, produzione di citochine e regolazione della loro attività, cellule presentanti l’antigene, attivazione dell’immunità adattativa e specifica, efficienza della sintesi proteica generale e per la produzione di immunoglobuline, ecc., ecc.
L’efficienza e il coordinamento di tutte queste attività dipendono dal buon funzionamento del network neuro-immuno-endocrino e dall’ottimale svolgimento della miriade di azioni enzimatiche e recettoriali sottostanti; le quali, a loro volta, quasi sempre necessitano in modo imprescindibile dell’adeguato apporto e disponibilità di una numerosa batteria di coenzimi; i quali, alla fine dei conti, non sono altro che i sottovalutati (e a volte incomprensibilmente denigrati, anche in ambiente medico, istituzionale e mediatico) micronutrienti cellulari di tipo minerale e vitaminico; a questi vanno aggiunti i probiotici in particolare del genere bifidus e lactobacillus (specie acidophilus).

Uno stato di carenza anche solo di alcuni di essi, ha ripercussioni negative sull’insieme di attività biologiche che costituiscono la base organica dello stato di salute e dell’efficienza del sistema immunitario.
Alla luce di queste indiscutibili memorie di fisiologia, non si comprendono certi dogmatismi antiscientifici di cui si è sopra accennato, riguardo al ruolo positivo che i micronutrienti cellulari, tra cui in primis l’acido a-scorbico (vit. C), ma non solo, possono svolgere nel sostegno generale dell’organismo ed in particolare nel potenziamento delle difese immunitarie; si può aggiungere che la sinergia del pool completo di micronutrienti dà senz’altro benefici superiori al sistema immunitario e a tutte le funzioni dell’organismo. Segnaliamo che ora anche alcuni ospedali USA  hanno adottato un approccio di Medicina Biologica Integrata, inserendo nel protocollo terapeutico vit. C endovena, tiamina, zinco e perfino dei nutraceutici quali la quercetina.

Uno studio internazionale al quale ha partecipato l’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche, il Cnr-Nanotec di Cosenza, indica che la quercetina – un composto di origine naturale – funziona da inibitore specifico del coronavirus Sars-CoV-2. La sostanza mostra infatti un’azione destabilizzante sulla 3CLpro, una delle proteine chiave per la replicazione del patogeno. Lo studio, supportato dalla Fundación hna spagnola, è pubblicato sull”International Journal of Biological Macromolecules’.

Insieme alla ricerca di un vaccino efficace, lo sviluppo di farmaci antivirali specifici per il coronavirus responsabile della Covid-19 è un altro grosso filone di studi che il mondo della scienza ha avviato per vincere il nemico pandemico. Il nuovo lavoro – condotto da Bruno Rizzuti del Cnr-Nanotec con un gruppo di ricercatori di Saragozza e Madrid – dimostra che la quercetina, bloccando l’attività enzimatica di 3CLpro, risulta “letale” per Sars-CoV-2.

“Le simulazioni al calcolatore hanno dimostrato che la quercetina si lega esattamente nel sito attivo della proteina 3CLpro, impedendole di svolgere correttamente la sua funzione – afferma Rizzuti, autore della parte computazionale dello studio – Già al momento questa molecola è alla pari dei migliori antivirali a disposizione contro il coronavirus, nessuno dei quali è tuttavia approvato come farmaco”.

La quercetina, spiegano dal Cnr, ha una serie di proprietà originali e interessanti dal punto di vista farmacologico: “E’ presente in abbondanza in vegetali comuni come capperi, cipolla rossa e radicchio, ed è nota per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antiallergiche e antiproliferative. Sono note anche le sue proprietà farmacocinetiche ed è ottimamente tollerata dall’uomo”. Inoltre la quercetina “può essere facilmente modificata per sviluppare una molecola di sintesi ancora più potente, grazie alle piccole dimensioni e ai particolari gruppi funzionali presenti nella sua struttura chimica. Poiché non può essere brevettata, chiunque può usarla come punto di partenza per nuove ricerche”.

 

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