Prima Pagina>Curiosità>A Torino le prime macchine robot: intelligenti e autonome.
Curiosità Motori Scienze

A Torino le prime macchine robot: intelligenti e autonome.

Da settembre nella capitale piemontese avrà inizio il “Progetto Smart Road”, che vedrà le vie della città percorse da vetture robot che si guidano da sole.

Da settembre in poi le strade di Torino saranno lo scenario di una nuova frontiera per i  veicoli, le Self Driving Car. Si chiama Progetto Smart Road, fresco di firma da parte del Ministro dei trasporti e delle infrastrutture Danilo Toninelli e vedrà il via della sperimentazione delle vetture intelligenti nelle strade torinesi. L’area coinvolta nel progetto si estende per 35 km e comprende i principali assi stradali della città. L’intento è quello di potenziare i servizi al cittadino da un lato e dall’altro migliorare il sistema di mobilità urbana attraverso lo sviluppo, in tutta la città, di un’infrastruttura tecnologica capace di interagire con i progetti che verranno attivati sul territori.

Uno scenario futuristico tipico delle sceneggiature da grande schermo, macchine intelligenti che si pilotano da sole mentre i passeggeri sorseggiano caffè e si godono il viaggio assaporando il panorama. Eppure il futuro non è mai stato così prossimo come in questo caso. Dalla Toscana, agli Stati Uniti,all’Europa, quello della self driving car è un sogno condiviso da molti in tutto il mondo. La prima vettura autoguidata risale addirittura a Leonardo Da Vinci, quando l’inventore disegnò un carro che poteva muoversi senza essere spinto o tirato, considerato l’antenato della moderna automobile.

Nel 1977 la Tsukuba Mechanical giapponese realizzò un auto in grado di riconoscere la strada grazie a due telecamere montate sulla vettura. Ma fu solo a partire dal 1984 che fece la sua comparsa nel mondo la prima vettura autonoma e autosufficiente realizzata dal NavLab della Carnegie Mellon University a Pittsburg, in Pennsylvania. Nel 1994 due veicoli robot hanno percorso 1000 km in un autosrada di Parigi, in mezzo al traffico, ad una velocità di 130 km\h. L’anno seguente Ernst Dickmanns ha reingegnerizzato una S-Class mercedes Benz rendendola a guida autonoma e facendole percorrere mille miglia, da Monaco di Baviera a Copenhagen.

Da quel momento in poi l’universo automobilistico ha cercato negli anni il perfezionamento più estremo al fine di raggiungere il tanto agognato traguardo delle macchine autonome del futuro.La tecnologia self driving car è ora disponibile, ma la sua diffusione dipende dai governi e da tutti i vari attori del nuovo ecosistema della mobilità.

“Sulla smart mobility, e in particolare la guida autonoma, stiamo sperimentando a Torino con il mio ministero quello che poi metteremo in atto su scala nazionale. La nostra capitale dell’auto è la perfetta sintesi tra storia e futuro, con la tradizione che si fa innovazione. Una città laboratorio all’avanguardia in un settore che creerà tanta ricchezza e posti di lavoro su un piano di sostenibilità, di migliore gestione del traffico e di maggiore sicurezza della mobilità” .

La trasformazione digitale delle strade rientra nel più ampio piano della Ue “Horizon 2020” che prevede lo sviluppo e la realizzazione delle Smart City al fine di direzionare la crescita urbana verso un futuro a ridotto impatto ambientale. Per il raggiungimento di tale scopo sono stati stanziati tra i 10 e 12 miliardi di euro in un arco di tempo che va fino al 2020. Le previsioni stimano infatti che già intorno al 2020-2022 avremo in città taxi che si autoguidano e vetture robot intelligenti. L’utilizzo di queste tecnologie può contribuire a gestire e monitorare il traffico e in particolare le emissioni dei veicoli nell’atmosfera terrestre. La realizzazione delle città Smart richiederà un’innovazione organizzativa basata su efficienza energetica, tecnologie a basso impatto ambientale e gestione intelligente di domanda e offerta.

 

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *