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Gemelle cinesi con Dna modificato, un ‘pasticcio’ scientifico

In this Oct. 9, 2018 photo, a microplate containing embryos that have been injected with Cas9 protein and PCSK9 sgRNA is seen in a laboratory in Shenzhen in southern China's Guangdong province. Chinese scientist He Jiankui claims he helped make world's first genetically edited babies: twin girls whose DNA he said he altered. He revealed it Monday, Nov. 26, in Hong Kong to one of the organizers of an international conference on gene editing. (ANSA/AP Photo/Mark Schiefelbein) [CopyrightNotice: Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved]

 

Un autentico pasticcio scientifico, oltre che etico, tanto da essere bollato come “irresponsabile”: dal mondo scientifico, in due articoli pubblicati sulla rivista Plos Biology, arriva la condanna definitiva e senza mezzi termini dell’esperimento che in Cina ha portato alla nascita di due gemelle con il Dna modificato utilizzando la tecnica che taglia-incolla il Dna, la Crispr. L’obiettivo era ottenere i primi esseri umani immuni al virus Hiv responsabile dell’Aids, come aveva detto nel novembre 2018 lo stesso autore dell’esperimento, Jiankui He, annunciando il risultato nel convegno mondiale sull’editing genetico.

Da allora le polemiche non si sono mai placate e adesso, accanto ai tanti problemi etici legati alla nascita di due esseri umani dal Dna modificato, i due articoli approfondiscono le numerose lacune scientifiche. Le critiche arrivano in primo luogo dalla Cina.

L’esperimento “e’ stato ideato in modo sbagliato su piu’ livelli”, osservano nel primo articolo Haoyi Wang, dell’Istituto di Zoologia, e Hui Yang, dell’Istituto di Neuroscienze, entrambi dell’Accademia Cinese delle Scienze. La prima critica riguarda l’obiettivo stesso dell’esperimento: “l’infezione da Hiv – scrivono i ricercatori – puo’ essere evitata sia durante il concepimento, per mezzo di consolidate tecniche di riproduzione assistita, sia dopo la nascita, adottando misure molto comuni per ridurre il rischio”. Un test inutile, quindi, e che ha rappresentato “una totale violazione sia delle regole cinesi sia di quelle della comunita’ scientifica internazionale”. Per questo, scrivono ancora riferendosi al gruppo di He, “condanniamo fortemente le loro azioni come estremamente irresponsabili”.

Non e’ da meno l’americano Arthur L. Caplan, esperto di etica medica della Scuola di Medicina dell’Universita’ di New York, si chiede nel secondo articolo come evitare che si ripetano esperimenti simili a quello delle gemelle cinesi dal Dna modificato. Le moratorie, rileva, non bastano: “servono regole precise e punizioni adeguate a rassicurare il pubblico che la scienza fuorilegge non ha futuro nel progettare i nostri discendenti”.

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