Prima Pagina>Scienze>Giallo su Marte, sparito il metano annusato da Curiosity
Scienze

Giallo su Marte, sparito il metano annusato da Curiosity

Giallo su Marte: la sonda europea della missione ExoMars non ha trovato il metano che era stato ‘annusato’ dal rover Curiosity della Nasa e da un’altra sonda europea, Mars Express, ha inoltre osservato grandi quantità di vapore d’acqua nell’atmosfera marziana, durante la grande tempesta di sabbia del 2018. I risultati, pubblicati in due articoli sulla rivista Nature, parlano anche italiano grazie al contributo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Sono i primi risultati scientifici della sonda Trace Gas Orbiter (Tgo) della missione ExoMars dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e russa Roscosmos, alla quale l’Italia partecipa con Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Inaf e Thales Alenia Space (Thales – Leonardo). La sonda ha raggiunto il pianeta rosso nel 2016 e ha impiegando più di un anno per raggiungere la giusta orbita, a 400 chilometri dalla superficie marziana.

Secondo gli esperti la discrepanza nei dati sul metano è solo “apparente, perché nell’atmosfera di Marte normalmente non si rileva metano e Mars Express lo ha rilevato solo una volta” ha detto all’ANSA Giuseppe Etiope, dell’Ingv, che ha firmato anche lo studio precedente, basato sui dati di Mars Express. Quest’ultima missione nel 2013 aveva osservato un’emissione di metano a 500 chilometri di altezza il giorno successivo al rilevamento fatto nello stesso punto, ma sulla superficie, dal rover Curiosity. L’assenza di metano, rilevata adesso da Tgo induce a ipotizzare che su Marte ci sia un processo sconosciuto che rimuove rapidamente dall’atmosfera il metano emesso episodicamente dal sottosuolo e rivelato in passato anche da telescopi basati sulla Terra.

Secondo Etiope e il ricercatore dell’Inaf Giancarlo Bellucci, il metano “potrebbe essere prodotto all’interno del pianeta e la sua fuoruscita nell’atmosfera avviene solo in certe zone, dove esistono faglie. Questo spiegherebbe in parte le variazioni di metano rilevate finora. Rimane però il problema del meccanismo di rimozione rapida del gas dall’atmosfera”. Sono allo studio varie ipotesi, tra cui l’assorbimento del metano da parte delle particelle di sabbia, ma questo è l’aspetto da scoprire nel prossimo futuro, insieme alla scommessa di capire se l’origine del gas sia organica.

La sonda ha catturato immagini uniche anche della tempesta di sabbia globale, seguendola dalla nascita fino alla sua evoluzione, e questo è stato cruciale per comprendere l’impatto sul vapore d’acqua. “Il vapore d’acqua è un costituente noto dell’atmosfera di Marte e noi abbiamo osservato per la prima volta a che quota si spinge durante una tempesta di polvere” ha rilevato Francesca Altieri, dell’Inaf. Si è visto che il vapore d’acqua viene spinto a 80 chilometri di altezza e questo è importante per comprendere come le tempeste di sabbia possano aver contribuito alla perdita dell’atmosfera di Marte e anche dell’acqua.

La sonda ha prodotto anche la mappa più dettagliata di sempre della distribuzione dell’acqua nel sottosuolo di Marte. Pubblicata negli Atti dell’Accademia Russa delle Scienze ha misurato la presenza di suolo ghiacciato (permafrost) nelle regioni polari e lo ha rivelato anche all’equatore.

Rispondi