I ‘messaggi’ che le cellule tumorali spediscono attraverso il circolo sanguigno possono essere intercettati grazie a nanoparticelle d’oro, permettendo con un semplice esame del sangue di fare diagnosi precoce e monitorare la reazione alle terapie. Lo dimostra lo studio pubblicato sulla rivista Science Advances dai ricercatori dell’università australiana del Queensland.

Le nanoparticelle d’oro sono state sviluppate per riconoscere le cosiddette vescicole extracellulari, delle piccole bolle fatte di membrana che trasportano ‘messaggi’ come “Dna, proteine e altre molecole: il loro carico può svelare molto di quello che accade all’interno delle cellule”, spiega la ricercatrice Jing Wang, che lavora presso l’Istituto australiano per la bioingegneria e le nanotecnologie (Aibn).

Le vescicole vengono costantemente prodotte sia dalle cellule sane che da quelle tumorali: queste ultime, in particolare, le usano “per manipolare le cellule vicine, e anche per sopprimere e controllare il sistema immunitario”. Per scovarle, i ricercatori hanno sviluppato delle nanoparticelle d’oro attaccate a specifici anticorpi che riconoscono molecole presenti solo sulla superficie delle vescicole emesse dalle cellule tumorali. Una volta colpite dalla luce laser, le nanoparticelle emettono un segnale unico che può essere identificato come l’impronta digitale di quel paziente.

In collaborazione con l’Olivia Newton John Cancer Research Institute, i ricercatori hanno testato la loro tecnologia analizzando il sangue di 23 pazienti con melanoma. i risultati dimostrano che il test identifica in modo accurato le vescicole, permettendo di monitorare in tempo reale la reazione alle terapie di ciascun paziente.

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