L’asteroide Igea potrebbe essere ‘promosso’ a pianeta nano, il più piccolo del Sistema Solare, strappando così il primato a Cerere: soddisfa infatti tre dei quattro requisiti necessari per essere riconosciuto come pianeta, perché orbita intorno al Sole, non è una luna e soprattutto ha forma sferica. A rivelarlo sono le immagini catturate dallo strumento Sphere installato sul Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio europeo meridionale (Eso) in Cile: pubblicate su Nature Astronomy, sono le prime con una risoluzione sufficientemente elevata da permettere lo studio della superficie del corpo celeste per determinarne forma e dimensioni.

Gli astronomi, guidati da Pierre Vernazza del Laboratorio di Astrofisica di Marsiglia, hanno stimato che Igea ha un diametro di poco superiore ai 430 chilometri: un record rispetto ai 950 chilometri di Cerere e i 2.400 di Plutone, il più famoso dei pianeti nani.

Igea, che si trova nella fascia tra Marte e Giove, è il membro principale di una delle più grandi famiglie di asteroidi, con quasi 7.000 membri tutti originati dallo stesso corpo. Gli astronomi si aspettavano che l’evento che ha portato alla formazione di questa numerosa famiglia avesse lasciato un segno ampio e profondo su Igea, ma a sorpresa, le osservazioni condotte sul 95% della sua superficie hanno rivelato che non c’è il grande cratere da impatto che tutti si aspettavano. 

Usando simulazioni numeriche, i ricercatori hanno dedotto che la forma sferica di Igea e la grande famiglia di asteroidi sono probabilmente il risultato di una collisione frontale con un grande ‘proiettile’ di diametro tra 75 e 150 chilometri. L’impatto, che si pensa sia avvenuto circa 2 miliardi di anni fa, avrebbe completamente distrutto il corpo originario. “Una tale collisione tra due grandi corpi nella cintura degli asteroidi è unica negli ultimi 3-4 miliardi di anni”, afferma Pavel Sevecek, dell’Istituto Astronomico della Charles University di Praga.

 

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