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La marcia del Dna dei pinguini

E’ una vera e propia ‘marcia del genoma’ dei pinguini, quella appena uscita da una delle più grandi collaborazioni internazionali volte a ottenere la mappa del Dna di tutte le specie di pingiini esistenti; lo scopo è avere a disposizione una vera e propria miniera di dati che permettano di tutelare le specie e capire come la presenza dell’uomo ​possa condizionarne l’esistenza. La mappa è pubblicata sulla rivista Gigascience e si deve al Penguin Genome Consortium, di cui fanno parte ricercatori di 10 Paesi.

Sono state ottenute complessivamente le mappe del genoma di 19 specie di pinguini, che insieme ad altre due pubblicate in passato, raccolgono tutte le specie di pinguini viventi.

I pinguini sono diffusi in tutto l’emisfero australe, dalle isole Galapagos all’Equatore, fino alle foreste temperate della Nuova Zelanda e i ghiacci antartici. Sono passati dall’essere uccelli acquatici volanti a potenti nuotatori incapaci di volare. Grazie alla loro pelle, piume e al forte sistema di termoregolazione, possono abitare in ambienti che vanno dal freddo estremo dell’Antartide fino alle isole tropicali delle Galapagos.

Sono specie molto importanti per capire l’impatto del cambiamento ambientale e climatico. Molte popolazion di pinguini, infatti,i negli ultimi decenni si sono ridotte drasticamente, come accaduto ai pinguini imperatore, diminuiti dell’88% in soli 30 anni. Una sorte che nel prossimo futuro potrebbe toccare ad altre specie. Le minacce più importanti sono il riscaldamento climatico, le trasformazioni del loto habitat, la pesca, l’inquinamento e l’introduzione di predatori estranei. Avere le loro sequenze genetiche adesso potrò aiutare a capire anche il perchè della riduzione.

“La storia delle diverse specie di pinguino può essere osservata nel loro genoma. Questo studio ci aiuterà a comprendere come il cambiamento climatico in futuro colpirà altre specie e che strategie di conservazione sviluppare”, osserva la coordinatrice dello studio, Theresa Cole. I ricercatori stanno sequenziando anche il genoai di specie di pinguini estinti recentemente e hanno già ottenuto risultati importanti, dimostrando che questi uccelli si sono adattati al clima gelido dell’Antartide in più occasioni.

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