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Perché gli adolescenti hanno bisogno della filosofia (anche ai tecnici)

L’itinerario del laboratorio ha avuto al centro la bellezza, tema vissuto quotidianamente dai ragazzi e che interroga ciascuno di noi. Bellezza alla base della quale c’è sempre un senso di stupore e di meraviglia, elementi da cui nasce anche la domanda filosofica. A partire dall’esperienza personale, effimera, ma folgorante, i ragazzi hanno individuato e riflettuto sull’orizzonte di attesa e di senso che ne scaturiva a vari livelli: nell’amore, nell’amicizia, nella stessa conoscenza, nell’arte, nel silenzio. Attraverso la discussione e la lettura di testi tratti dalla letteratura gli studenti hanno avuto modo di problematizzare, concettualizzare, approfondire un tema a loro intimo, ma del quale non sono competenti. Non si è proposto il metodo del problem solving, quanto piuttosto si è spinto alla formulazione di domande, alla ricerca delle parole più adatte per esprimere il proprio pensiero. Una educazione alla bellezza, accogliendo l’invito di Peppino Impastato, attraverso un percorso filosofico, per portare al riconoscimento di sé come ‘cosa bella’, partecipe della verità e della bontà, e condurre a sviluppare capacità relazionali con le persone e con il mondo, passando anche attraverso il proprio patrimonio interiore.

Una bellezza che non si esaurisce in ciò che piace. Il gusto, che speso diventa alibi del relativismo, è una facoltà da educare. Riprendendo sant’Agostino: qualcosa non è bello perché mi piace, ma mi piace perché è bello. La bellezza dunque precede e trascende il gusto, il piacere personale. Così come il bello non esaurisce la bellezza né le domande che suscita: “Noi non amiamo che il bello. Cos’è il bello? E cos’è la bellezza? Cosa ci attrae e ci avvince agli oggetti del nostro amore?” (Agostino, Confessioni, IV, 13, 20). Porsi domande e cercare risposte non è che il quaerere, il ricercare proprio della filosofia, proprio di ciascun uomo. Che la filosofia possa davvero entrare in ogni scuola!

Il Manifesto per la Filosofia lanciato da Marco Ferrari e Gian Paolo Terravecchia ha già raccolto oltre 24mila firme su Change.org. Il Manifesto chiede «che la filosofia sia adeguatamente riconosciuta nell’esame di stato, che sia inserita in tutti i curricula scolastici, riguardando anche gli istituti tecnici, e che sia valorizzata nella formazione universitaria e nelle pratiche formative professionali del mondo del lavoro». Perché? Tante le ragioni, far cui: «perché apre la mente dell’uomo al pensiero libero. Perché insegna a porre le domande giuste e a non dare risposte affrettate. Perché costringe a dare ragione di ciò che si pensa e di ciò che si dice» [ndr]

*Paola Muller è professore associato di Storia della Filosofia Medievale presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Photo by CJ Dayrit on Unsplash

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