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Scuola, via libera al protocollo sulla gestione dei contagi

Via libera al documento dell’Istituto superiore di sanità per la gestione di eventuali casi di focolai a scuola. Ora il protocollo è definitivo, approvato oggi dalla Conferenza unificata convocata dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. Mentre sul tema trasporti la decisione finale arriverà lunedì. Si prefigura un possibile accordo con le Regioni, almeno un riavvio del dialogo dopo lo scontro sulla capacità di carico. Il

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governatore Stefano Bonaccini, alla guida delle Regioni, era stato netto: “O si arriva a un’intesa chiarendo i limiti delle capienze o si rischia il caos”.

Il punto è su quante persone far salire a bordo, una capacità ridotta al 50-60% dopo che il Comitato tecnico scientifico aveva ribadito che andava osservato il distanziamento di un metro, oltre alle mascherine. Il vertice di mercoledì scorso si era così arenato. Ora il Comitato tecnico scientifico ha pronta la modifica delle sue linee guida – da approvare forse in una riunione già oggi – che porterebbero i mezzi al 75% delle loro capacità. I governatori puntavano all’80%.

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“Il tema dei trasporti è delicato – spiega il sindaco di Milano Giuseppe Sala – in realtà margini di flessibilità non ne abbiamo quelli che avevamo li abbiamo messi in campo, non abbiamo mezzi disponibili, le corse hanno già un notevole livello di frequenza, e, oggettivamente, più di così non sarà fattibile. Vedremo quello che decideranno” dal governo.

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Intanto si è definito all’unanimità, per evitare che le Regioni andassero in ordine sparso, cosa fare in caso di contagi alla riapertura della scuola. La seduta straordinaria della Conferenza si è svolta in videoconferenza dalla Prefettura di Taranto. “La sicurezza sanitaria nelle scuole era una priorità assoluta per il paese. Con il lavoro congiunto, la massima e leale collaborazione tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali, oggi abbiamo ottenuto un grande risultato”, commenta il ministro Francesco Boccia.

“La scuola – ha aggiunto Boccia – è la casa dei nostri figli, dei nostri nipoti e deve essere sicura. Quindi era assolutamente nostro impegno arrivare a un documento unitario”. Il Governo tenta di ricomporre i pezzi, di chiudere lo scontro sulla scuola per evitare conseguenze politiche, le Regionali sono alle porte. L’opposizione attacca, il fuoco amico non risparmia critiche. “Riaprire le scuole in sicurezza è la priorità di tutto il paese – insiste il ministro Roberto Speranza – Abbiamo appena approvato all’unanimità inil documento con le indicazioni operative per la gestione dei casi e dei focolai di covid nelle scuole e nei servizi per educativi per l’infanzia. Nei prossimi giorni serviranno ancora tanto lavoro e condivisione. Non polemiche e divisioni”.

Matteo Salvini è tornato anche oggi a chiedere le dimissioni della ministra Lucia Azzolina. “Deve andare a casa ha ribadito il leader della Lega anche oggi da Siena – le diamo un banco a rotelle per fare un giro in Piazza del Campo”. Non ci sta il capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro: “In tutta Europa si sta affrontando il problema complesso e delicato sotto molti profili della riapertura delle scuole in sicurezza e con didattica in presenza. Solo in Italia, però, ci sono partiti di opposizione che presentano mozioni di sfiducia contro il ministro dell’Istruzione prima ancora dell’inizio delle lezioni”.

Il documento dell’Iss approvato oggi indica cosa fare in caso di positività a scuola. Ovvero, si valuta l’isolamento di tutti i compagni di classe e dei docenti che hanno avuto contatti con il contagiato nelle 48 ore precedenti. Con un caso, dicono gli esperti, non va automaticamente chiusa la scuola ma il dipartimento di prevenzione della Asl deve valutare la situazione anche in base alla circolazione del virus in quel momento nell’area dove si trova la scuola. Se viene contagiato un docente o un altro lavoratore scolastico si valuteranno i suoi contatti, sempre nei due giorni prima, e si avvieranno eventuali quarantene.

Tutte le scuole dovranno nominare un referente, che dialogherà con la Asl. Nei dipartimenti di prevenzione dovrà esserci un medico di riferimento per ogni istituto. Nelle scuole dovranno esserci registri che tengono conto di tutti gli spostamenti di docenti e supplenti nelle classi e di eventuali attività svolte da uno o più alunni fuori dalla propria aula. Oltre al tracciamento, è prevista al misurazione delle febbre a casa, prima dell’ingresso a scuola. Il sindaco di Roma Virginia Raggi, mettendo le mani avanti, avverte: “Qualche criticità si creerà. Stiamo lavorando per prevenirle. Siate tutti un pò più clementi”.Fonte www.repubblica.it

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