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Annunciati i quattro vincitori italiani del Premio cittadini europeo 2018

di Alessandro Ragazzo
Si tratta della Fondazione Bresciana assistenza psicodisabili (Bap), il sacerdote don Virginio Colmegna, Antonio Silvio Calò e Paola Scagnella. La consegna dei premi il 9 ottobre a Bruxelles.
Annunciati i quattro vincitori italiani del Premio cittadini europeo 2018
Don Virginio Colmegna

Per questa undicesima edizione del premio, sono cinquanta gli individui, le associazioni e le organizzazioni dei ventotto Stati membri ad aver ricevuto il riconoscimento a livello dell’intera Unione Europea. I vincitori saranno premiati il 9 ottobre 2018 a Bruxelles, mentre la premiazione nazionale dei quattro italiani prescelti avverrà nel mese di settembre. La giuria, presieduta dalla cancelliera Sylvie Guillaume (S&D, Francia) e composta dai vice presidenti del Parlamento europeo Dimitrios Papadimoulis (Gue/Ngl, Grecia), Lívia Járóka (Ppe, Ungheria), Pavel Telička (Alde, Repubblica Ceca) e Zdzisław Krasnodębski (ECR, Polonia), nonché dagli ex presidenti dell’Europarlamento Hans Gert Pöettering ed Enrique Baron Crespo, dal presidente del Forum civico europeo Jean Marc Roirant e dal presidente del Forum europeo della gioventù Luis Alvarado Martinez.

Dal 2008, il Premio del Cittadino del Parlamento europeo è assegnato a singoli o a gruppi, organizzazioni e associazioni che si sono distinti per rafforzare l’integrazione europea e il dialogo tra i popoli, mettendo in pratica i valori della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Ogni candidato deve essere proposto e presentato da almeno un eurodeputato.

Entrando nello specifico, la Bap (Bresciana assistenza psicodisabili) sostiene e promuove il Centro abilitativo per minori Francesco Faroni, rivolto a ragazzi e bambini autistici. Oggi in questo centro sono seguiti novanta minori a partire dall’età di due anni, a titolo completamente gratuito. Vengono sperimentati moduli di trattamento intensivi secondo gli standard delle più avanzate ricerche scientifiche internazionali.

La dottoressa Paola Scagnelli è primario di radiologia dell’ospedale di Lodi. Durante i suoi periodi di ferie svolge il suo operato di medico a Tabora (Tanzania) presso una casa famiglia gestita dalle suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata. La casa famiglia si occupa di bambini albini che altrimenti, vivendo al di fuori della struttura, rischierebbero di essere venduti o uccisi per il biancore della loro pelle.

Don Virginio Colmegna è stato ex direttore della Caritas Lombardia, è attivo sin dagli anni Ottanta come fondatore di comunità di accoglienza nel campo della sofferenza psichica e dei minori. Si è anche contraddistinto per un forte impegno a favore del reinserimento lavorativo dei detenuti, in particolare con progetti nel carcere milanese di Opera. Nel 2006 è stato nominato dal sindaco di Milano membro dell’Advisory Board del comitato strategico per affiancare l’amministrazione nell’affrontare i problemi della città. Il 4 dicembre 2014, l’Università degli Studi di Milano, durante la cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico, gli ha conferito una laurea honoris causa in Comunicazione pubblica e d’impresa.

Il professor Antonio Silvio Calò, insegnante di storia e filosofia al liceo Canova di Treviso, da giugno del 2015 ospita nella sua abitazione sei immigrati africani. In seguito ai tragici eventi di Lampedusa del 2015 in cui centinaia di migranti persero la vita nel disperato tentativo di raggiungere la costa italiana, Calò, insieme alla sua famiglia, da semplice cittadino, si rese disponibile con la Prefettura ad accogliere presso la sua abitazione alcuni dei sopravvissuti del naufragio.