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Riccione: i compagni di scuola organizzati dalla maestra per soccorrere l’amichetto con l’epilessia

Nella 3D della scuola elementare “Annika Brandi” di Riccione c’è un bambino di nove anni che ha l’epilessia. E mentre nella maggior parte dei casi ci sarebbero sconcerto e paura, grazie a Elena, maestra d’italiano, è scattata “l’operazione emergenze”

La classe dove regnano solidarietà e organizzazione. Un modello educativo che fa bene a tutti, forse più ai piccoli “aiutanti” che al bimbo soccorso, guidati in questa storia da una maestra che oltre all’italiano sta insegnando loro la Vita. 

RiccioneUna mattina di novembre del 2017, un alunno viene colpito da un attacco di epilessia: dopo le convulsioni, perde conoscenza. Viene portato in fretta all’ospedale, in quel momento nulla si sapeva del suo problema. Dopo approfondimenti clinici si scopre che è affetto da “Anomalie epilettiformi interessanti”.

Dopo il ricovero il bimbo torna a scuola. Nel periodo che ha trascorso in ospedale, in classe c’è stata una grande trasformazione:Elena Cecchini, la maestra d’italiano, ha preparato i suoi compagni spiegando loro cosa sia l’epilessia e come si manifesti. Già questo sarebbe bastato per allontanare paura e sconcerto.

Ma Elena è andata oltre, stilando un prontuario di istruzioni in caso di altre crisi epilettiche. Il cartello all’entrata della classe recita “Incarichi di emergenza”: vi sono annotate le procedure da seguire e chi è incaricato di attuarle. Ogni azione è cotraddistinta da un colore diverso (rosso, blu, rosa, viola, arancio), mentre i nomi dei bambini cui è affidato l’incarico sono in verde scuro.

Succede così che i compagni siano pronti a soccorrere il proprio amichetto nel momento del bisogno, perché la maestra ha spiegato loro il problema, le conseguenze, le manifestazioni e come si debba intervenire, con lucidità e rapidità.

A coordinare i soccorsi è naturalmente l’insegnante, coadiuvata da “chi prende il farmaco..chi avverte i bidelli…chi prende dall’armadietto il cuscino“.
E’ stata la mamma del bambino a raccontare tutta la storia, scrivendo  una lunga lettera su un gruppo Facebook. I genitori del piccolo, ignari di tutto, hanno scoperto quel foglio di istruzioni quasi per caso, andando a un incontro scuola-famiglia: entrati in classe hanno visto il cartello con i nomi dei custodi del loro bambino.

È prevista persino una turnazione degli incarichi, mese per mese, e sostituti, perché non manchi mai sostegno al bambino. In questo modo, spiega la madre, i suoi compagni si preparano “a essere utili e a reagire in caso di necessità. Io mi sono fortemente commossa“, scrive. “La maestra ha compiuto un gesto di estrema importanza perché li ha resi partecipi e preparati per una cosa importantissima: Aiutare”

“Questo è un grande insegnamento di solidarietà – prosegue la lettera – questi bambini un giorno per strada si fermeranno ad aiutare chi ha bisogno e non si volteranno dall’ altra parte! Io ho il magone in gola perché so che in classe non vedono l’ora di avere il nome scritto lì sopra. Noi famigliari insegnamo a casa certi valori e principi ma poi è di fondamentale importanza che anche la società segua un certo percorso”.

“Questo foglio per me è la Vita, è amore per il prossimo“, scrive a caratteri cubitali, “è altruismo. Quando una maestra può fare un enorme differenza. Mio figlio sta vivendo tranquillo non solo per noi a casa che cerchiamo di fare un cammino amorevole ma anche perché ha risposte così meravigliose dall’ esterno ma che è sempre un ambiente dove vive. Grazie è poco maestra Elena Cecchini“.

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