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Rigopiano: i parenti fanno da sentinelle contro il turismo dell’orrore

Si danno il cambio tutti i giorni, c’è sempre qualcuno a presidiare quel luogo di dolore dove i loro cari hanno perso la vita, mentre seguono il recupero dei beni personali di chi è rimasto sotto le macerie del resort distrutto dalla valanga

Rigopiano – Anche oggi, 25 aprile, sono lì a proteggere la memoria dei loro cari. Questo per evitare che si ripetano le scene viste a Pasquetta, con tanto di pic nic,  e impedire che tra le macerie del resort di Farindola, distrutto da una valanga, possano aggirarsi nuovamente gitanti e turisti dell’orrore.

Questo luogo per noi è sacro, abbiamo anche il timore di avvicinarci, per non calpestare le tombe dei nostri cari“, racconta a Quotidiano.net Paola Ferretti, la mamma di Emanuele Bonifazi, il ragazzo di 31 anni che lavorava come receptionist nell’hotel.

Ogni giorno si lavora per recuperare borse, valigie, telefonini, vestiti appartenuti alle vittime.

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