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  • BUONGIORNO ITALIA! Se nel prossimo vedi il buono, imitalo; se nel prossimo vedi il male, guardati dentro.Confucio

Jimmy il Fenomeno, il volto inconfondibile dei “B movie” italiani

di Domenico Ciotti
Il caratterista si è spento a 86 anni nella casa di cura milanese in cui era ricoverato dal 2003. Aveva iniziato la carriera nel ’58 con un film di Vasile e in 40 anni era apparso in oltre 150 film accanto a nomi come Totò, Fabrizi, Sordi
Attore

La faccia per un comico è tutto, può contare anche più della recitazione, perché la risata, quella di pancia, animalesca e spesso priva di senso nasce sempre dall’apparizione di un volto strano o di una situazione assurda.  Jimmy il Fenomeno più che un attore era una faccia. Un volto benedetto a inizio carriera dal principe della risata, Totò, che durante le riprese del film “Gambe d’oro” gli sentenziò “Una faccia da fesso come la tua non l'ho mai vista”.

Su quella faccia da fesso, Jimmy, all’anagrafe Luigi Origine Soffrano, costruì una carriera composta da  oltre 150 film. Tutte pellicole dove Jimmy appariva per pochi secondi con ruoli da matto, maniaco sessuale, scemo di turno, postino, petomane, molestatore, bidello, interpretati sempre con risate sguaiate, versi gutturali e una mimica facciale inconfondibile. Con lui le risate erano assicurate. I registi sapevano che un passaggio di Jimmy, spesso folle e privo di senso, regalava un momento graditissimo agli spettatori. I suoi interventi erano dei break all’interno di un film, dei lampi di follia comica.

L’habitat naturale di Jimmy era la commedia di serie B del cinema italiano, la cosiddetta commedia scoreggiona degli anni ’70 e ‘80, quella delle belle soldatesse, insegnanti e liceali interpretate da Edwige Fenech, Gloria Guida e Anna Maria Rizzoli, desiderate a turno dai vari Lino Banfi, Renzo Montagnani e Alvaro Vitali.

Un’altra ventata di gloria arrivò con il programma televisivo Drive In, dove Jimmy duettava con Ezio Greggio. Poi, col passare degli anni, l’oblio, le telefonate che non arrivavano più, perché anche se la critica cinematografica aveva rivalutato i B movie e i suoi protagonisti, gli autori avevano iniziato a rinnegare certi tipi di film e quindi la faccia di Jimmy non andava più bene.  Forse la mancanza di lavoro, per uno che faceva anche dieci film all’anno, scatenò in lui la malattia, costringendolo a vivere su una sedia a rotelle in una casa di cura di Milano.

La morte di Jimmy il Fenomeno, però, non fermerà la sua popolarità anche nelle nuove generazioni, che hanno imparato ad amarlo guardando le pellicole del passato.  

I suoi occhi strabici, i suoi versacci e, soprattutto, la sua meravigliosa faccia da fesso continueranno a vivere e far ridere.