Prima Pagina>Spettacolo>25 anni fa moriva Kurt Cobain, anima cupa e tormentata del Grunge  
Spettacolo

25 anni fa moriva Kurt Cobain, anima cupa e tormentata del Grunge  

25 anni fa moriva Kurt Cobain, anima cupa e tormentata del Grunge

Kurt Cobain (IPA/Fotogramma)

di Alisa Toaff

Il 5 aprile di venticinque anni fa moriva Kurt Cobain, leader del gruppo musicale grunge Nirvana, un artista apparentemente invincibile ma che in realtà nascondeva dentro di sé un’anima fragile, cupa e tormentata che lo portò a fare uso di ogni tipo di sostanza stupefacente, in particolare l’eroina, e a vivere sempre al ‘limite’ fino al tragico epilogo che fece calare per sempre il sipario su una delle band simbolo di un’intera generazione. Tre giorni dopo fu la radio locale di Seattle a trasmettere le prime indiscrezioni sulla tragica fine del cantante, morto suicida con un colpo di arma da fuoco nella sua abitazione, notizia che lasciò milioni di fan nella disperazione.

Per celebrare l’artista, morto ad appena 27 anni, entrando così nella leggenda del “club dei 27“, quel gruppo di rockstar morte alla stessa età come Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, e successivamente Amy Winehouse, uno dei manager della storica band ha pubblicato una nuova biografia del cantante che ripercorre gli ultimi anni di vita di Cobain, dal ’90 al ’94, e tanti retroscena non solo sul suo gruppo, ma anche sul panorama musicale dell’epoca in generale. Tra gli episodi inediti uno in particolare che risale al 1991, quando Kurt rifiutò categoricamente e anche in modo piuttosto brusco di incontrare il leader dei Guns N’ Roses, Axl Rose.

Welcome to Aberdeen. Come as you are” è il cartello stradale che. citando uno dei brani più famosi della star, dà il benvenuto ai visitatori di Aberdeen, la piccola città con meno di 17 mila abitanti a 60 km da Portland dove, nel 1967, nasce Cobain da genitori di umili origini: padre meccanico e madre, casalinga. Kurt sin da bambino dimostra da subito di avere talento, in particolare per la recitazione e per la musica. Ad appena quattordici anni infatti compra la sua prima chitarra e incomincia a sperimentare stili musicali diversi. Nel 1986 forma i Nirvana assieme a Krist Novoselic, cambiando diversi batteristi.

Nel 1989 viene realizzato ‘‘Bleach”, seguito, dopo il cambio di casa discografica nel ’91 e l’arrivo permanente di Dave Grohl alla batteria, da ”Nevermind”, caposaldo del genere grunge, e poi da ”In Utero”. Mentre la vita professionale di Cobain raggiunge l’apice del successo quella privata è sempre più minata dalla depressione e dall’abuso di droga. Il consumo di eroina da parte del cantante inizia ad aumentare a dismisura: la droga si rivela il suo metodo per fuggire dalle pressioni dei media e dai suoi problemi di stomaco. La dipendenza da eroina comincia a isolarlo dagli altri membri del gruppo e a farlo litigare sempre di più con la moglie Courtney Love, sposata il 24 febbraio del 1992 a Waikiki nelle Hawaii e da cui ebbe la sua unica figlia Frances Bean.

Il 30 gennaio del ’94 Cobain ha la sua ultima sessione di registrazione in studio con Krist Novoselic, Dave Grohl e Pat Smear a Seattle, dove incidono la canzone ”You Know You’re Right”. Il 2 marzo vola a Roma per prendersi una settimana di riposo e raggiunto dalla moglie Courtney prende una suite all’hotel Excelsior di via Veneto. Ma, durante la notte, Love si accorge che il marito è in overdose dopo aver ingerito cinquanta pasticche di Rohypnol mischiate a champagne.

Cobain viene portato prima al pronto soccorso del Policlinico Umberto I. Salvato grazie a un cocktail di farmaci, viene trasferito la mattina seguente all’American Hospital. Qui, dopo un giorno in coma farmacologico, si riprende. La moglie dichiarò in seguito che l’incidente era stato un primo tentativo di suicidio del marito. Non passano molti giorni infatti prima che avvenga il peggio. Il corpo di Cobain viene ritrovato l’8 aprile 1994 nella sua casa vicino al lago Washington, nei dintorni di Seattle da un elettricista, nella serra presso il garage: la polizia stabilirà che Cobain si era suicidato tre giorni prima, con un colpo di fucile ma la dinamica esatta della sua morte è ancora avvolta in un alone di mistero.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *