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Al Bano nonno a maggio. Sarà fiocco azzurro in casa Carrisi-Luksic

Crystel Carrisi, figlia di Al Bano e Romina, è incinta da sette mesi. A maggio partorirà un maschietto. Felicissima Romina e felice anche Al Bano, che per essere un bravo nonno sta pensando spesso a suo padre Camelo, papà e nonno perfetto

E’ arrivata la conferma ufficiale, meglio dire autentica visto che lo ha rivelato lui stesso a un noto settimanale. Albano diventerà nonno a maggio perchè sua figlia Crystel darà alla luce un bel maschietto. Il bambino nascerà lo stesso mese in cui è nato lui e anche il bisnonno Tyron Power.

Crystel è al settimo mese, la pancia c’è ma non è ancora enorme e sta benissimo. Attende con impazienza, insieme al marito Devor Luksic il fatidico momento e sa che sta rendendo felici i suoi genitori: Romina infatti erano due anni, da quando si è sposata, che voleva un nipotino. “Ho voglia di spupazzarmi un nipote, ti dai una mossa?” le ha ripetuto più e più volte. Albano invece, più “riservato”, da bravo uomo del sud, non le ha manifestato mai nulla ma era chiaro che volesse diventare presto nonno anche lui.

E’ emozionato, in questi giorni pensa spesso a suo padre perchè vuole essere per il suo primo nipotino come papà Carmelo è stato per i suoi figli, quelli avuti da Romina Power e quelli avuti da Loredana Lecciso.

Perchè, com’era suo papà?

“Papà era un uomo fantastico, un uomo del sud ma con la testa avanti rispetto al luogo e al suo tempo. Era un geniaccio. Pensate che era legato alla terra ma amava tante altre cose. Come costruire con le sue mani di tutto. Una volta costruì da solo una barca con il legno. Il modello era il più famoso di quella zona che si chiamava Torre San Gennaro. Lui la battezzò “San Marco”, era di una semplicità infinita, realizzata con una tecnica uguale a quella che ho visto successivamente alle Fiji alle Samoa. Aveva i bilancieri al fianco, e “don Carmelo”, come in paese chiamavano mio padre, l’aveva fatta senza mai nemmeno avere visto una fotografia di quel tipo di barca”.

Che altro amava?

“La musica! Papà suonava la chitarra e cantava, e io, piccolino, appresso a lui. Poi ha comprato una radio, che a noi sembrava una cosa pazzesca, un lusso mai visto. Io ascoltavo le canzoni, poi imitavo i cantanti e gli cantavo sopra. E’ nata così la mia passione per il canto. I primi che ho ascoltato erano Claudio Villa, poi Beniamino Gigli. Ma quando è arrivato il fenomeno Domenico Modugno, non ce n’è stata per nessun altro. Ascoltando lui ho appreso un altro tipo di scuola, quella del cantautore”.

Perché tanta ammirazione?

“Perché Domenico Modugno era un pugliese tra i pugliesi. Fu il primo che ha voluto saltare “il fosso”, ovvero allargare i suoi orizzonti per andare incontro alle sue aspirazioni. Per me è stato un meraviglioso esempio. Piaceva anche a mia madre, ma a me molto di più. Quando lui ha cominciato a cantare ha rotto veramente il monopolio dei Claudio Villa, Gino Latilla e simili. All’inizio lo prendevano pure in giro. Dicevano “questo canta come raglia l’asino” perché cantava brani dove tirava in ballo le cose che conosceva: l’asino, la natura, tutti elementi che allora non venivano neanche considerati nelle canzoni. Mimmo ha dato vita a un modo di cantare nuovo e con questa sua rivoluzione ha raggiunto ogni parte del mondo”.

Piaceva a mamma e figlio: suo padre Carmelo era geloso o anche lui era un fan di Mr. Volare?

“Mio padre amava i classici, soprattutto l’opera. Allora poi c’era una bellissima abitudine in ogni paese: la banda. Ognuno, anche quelli più piccoli, aveva la sua banda musicale. Oggi abbiamo le bande di malviventi, ma allora quel gruppo di musicisti erano le star del luogo e suonavano meravigliosamente. Era una tradizione straordinaria, colta, pur essendo allora la Puglia un paese tutto sommato molto più povero di quanto lo siamo adesso. Però ci potevamo permettere il lusso di una banda in ogni paese che arrivava durante le feste del Santo Patrono. Le più conosciute erano quelle di Lecce, di Conversano, di Bari. Erano momenti unici e ti proponevano musica di qualità. Tu la assorbivi sin da bambino, io questa musica l’ho respirata e non l’ho più lasciata”.

 

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