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Allen risponde alle accuse di molestie: “Il testimonial di #metoo dovrei essere io”

“Ho lavorato con centinaia di attrici e nemmeno una di loro ha mai sostenuto che abbia avuto dei comportamenti in qualche modo inappropriati”. Woody Allen si apre a proposito del #metoo e del caso Weinstein

Lo scandalo degli abusi sessuali nel mondo del cinema ha causato un vero tsunami che ha travolto in maniera più o meno diretta tanti rappresentanti dell’entertainment business. Da chi ha ricevuto accuse di comportamenti inappropriati, a chi li ha testimoniati, a chi ha deciso di prendere una parte attiva nei movimenti e nelle manifestazioni di protesta contro le molestie, in ogni settore lavorativo. Ecco che sono nati movimenti come Time’s Up, Dissenso Comune in Italia, e soprattutto il famoso #metoo.

Ebbene, tra le persone che sono state coinvolte (di nuovo) nelle polemiche, nelle denunce e negli scandali c’è anche Woody Allen. Già all’inizio degli anni Novanta si era parlato di molestie perpetrate dal regista newyorkese nei confronti della figlia adottiva Dylan, all’interno del processo per la custodia dei figli celebrato tra il 1992 e il 1993. All’epoca Allen non fu incriminato formalmente di molestie sessuali, ma Dylan tornò a parlarne apertamente nel 2014; dopo un po’ di polemiche iniziali, la cosa passò sotto silenzio, e così la ragazza (oggi trentaduenne) decise di tornare all’attacco a dicembre dell’anno scorso, in piena bufera Weinstein. Oggi Woody Allen reagisce alle accuse mosso contro di lui, tanto che durate un’intervista per la trasmissione argentina Periodismo Para Todos ribadisce di non aver mai molestato Dylan e sottolinea: E’ semplicemente folle. E’ qualcosa su cui le autorità hanno indagato venticinque anni fa e tutti erano giunti alla conclusione che non ci fosse niente di vero. Ed è tutto terminato lì, sono andato avanti con la mia vita. Far riemergere ora quelle accuse rappresenta qualcosa di terribile. Sono un uomo con una famiglia e dei figli, quindi ovviamente è sconvolgente“.

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