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Coez re di ‘Mamma Roma’, nello show un video di Open Arms  

Coez re di ‘Mamma Roma’, nello show un video di Open Arms

Il live si apre con il suono assordante di un aeroplano, il kabuki “scarta” il palcoscenico e la set list inizia con un medley di hit, partendo sulle note di chitarra elettrica di ‘Mal di gola’, mentre Coez raggiunge il centro del palco. Ed ecco che entra l’intro leggera dal ritornello super pop di ‘Gratis’, poi si torna per un momento alle atmosfere del precedente disco con ‘Faccio un casino’, dove il pubblico è al centro delle immagini proiettate live. La chiusura di questo primo medley è emblematica, affidata a ‘Catene’, con i claim in font gigante proiettati sullo schermo fluorescente: “Mi serve un elastico per tenerci insieme”. “Mi colpisce tutto st’odio, giuro non vi fa bene!”. E questo l’incipit scelto da Coez per i tre concerti-anteprima in scena al Palalottomatica di Roma (il primo ieri, si replica stasera e venerdì).

Anteprime del tour “E’ sempre bello” che riprenderà ufficialmente dall’Arena di Verona il 29 Settembre per continuare in autunno nei palazzetti più importanti d’Italia, passando per Torino, Ancona, Milano, Livorno, Firenze, Bologna, Acireale, Napoli, Bari. 27 canzoni in scaletta, uno schermo di 200 metri che si fa palco e viceversa. “La dimensione live è quella che preferisco – dice Coez prima di entrare in scena – la cosa bella è portare tutta la nostra esperienza su questi palchi, legandola a quell’atmosfera raccolta da club da cui proveniamo io e la mia band. La dimensione live è davvero un’altra dimensione, per questo mi piace: è lontana da internet, lontana dai social, dalle radio, dallo studio. Riguarda quello che succede tra te e il pubblico, in quel posto e in quel momento esatto”.

Due ore di musica, dalle hit che hanno fatto la storia di Coez (‘Ali Sporche’, ‘Lontana da me’, ‘e Yo mamma’, ‘Siamo morti insieme’, ‘La musica non c’è’, ‘Le Luci della città’) ai brani della più recente produzione discografica. Con Coez sul palco c’è la sua band storica: bassista e direttore musicale “Orange” Dezi è Orang3 di Frenetik e Orang3, con cui Coez collabora da diversi anni. Alle sequenze c’è Giuseppe “Banana” Di Nola, il suo dj storico, che ha anche un canale youtube chiamato “Bananaburger” dove pubblica alcuni video. Alla batteria c’è Giuseppe “Passerotto” D’Ortona, alla chitarra Alessandro “Gaspare” Lorenzoni, e Valerio Smordoni, che per “E’ sempre bello in tour” è alle tastiere e alla seconda chitarra.

Insieme danno vita ad un set serratissimo. Il secondo medley della scaletta arriva con una delle hit della carriera da solista di Silvano ‘Siamo morti insieme’, in chiave più rock, mentre va in scena una regia quasi televisiva che prepara il pubblico al momento successivo, quello di ‘Domenica’, attualmente in rotazione: qui Coez canta sulle immagini tv retrò in pieno stile Superflash di Mike Bongiorno, per una citazione da immaginario domenicale anni ’80. Segue ‘Niente che non va’, che anticipa uno dei pezzi più belli scritti negli anni dalla penna di Coez: tutto spento, solo le tastiere e la voce di Coez per ‘E yo mamma’, che sull’apertura si tinge di rosso con alcune diapositive black&white di Silvano live.

Lo show prosegue con ‘Ninna nanna’ e ‘Fuori di me, Ciao’. Seguono alcune storiche hit come ‘Lontana da me’ e ‘Jet’, per cui il palazzetto sembra fatto di zucchero filato e il cielo si tinge di rosa. Diapositive live in bianco e nero e a colori a tutto schermo per l’eccezionale ‘Ali Sporche’, che è uno dei pezzi più belli e struggenti del cantautore, riarrangiato in chiave live con un assolo di chitarra elettrica sul finale del pezzo che chiude la prima parte dello show.

Durante lo spettacolo anche un momento che Coez ha fortemente voluto per riflettere col suo pubblico, “al di là di qualunque appartenenza politica”. Un video di Open Arms, una Ong la cui principale missione è proteggere con la sua presenza in mare, le persone che cercano di raggiungere l’Europa fuggendo da guerre, persecuzioni o povertà. Lo show riprende con un set acustico e intimo su ‘Mamma Roma’, ‘Vorrei portarti via’, ‘Le parole più grandi’.

Da cantare a squarciagola ‘Le luci della città’, che prende vita sulle immagini di una Roma decadente vista dall’alto nel buio di un giorno di festa, quasi come a volerla guardare da lontano. Il terzo medley della set list si apre con l’autotune e i sintetizzatori di ‘Occhiali scuri’ per poi proseguire con il pezzo più rock del live ‘Invece no’. Atmosfera e luci sospese, iniziano le note di ‘Aeroplani’, ballad atipica ed underground che aspetta a chiudere lo spettacolo. Il gran finale è tutto per una tripletta ad alto tasso emozionale che inanella la hit multiplatino ‘La musica non c’è’, con cui Coez ha infranto tutti i record di stream e view, poi le diapositive eighties di ombrelloni e sabbia di ‘E’ sempre bello’, tutt’ora in cima alle classifiche. E infine il saluto sulle note di ‘La strada è mia’, con cui Coez sembra volersi dedicare un testo che lo racconta anche nelle scelte non sempre facili ma necessarie fatte per arrivare fin qui.

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