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Coronavirus, Balestra: “L’Italia dimostra che sa alzare la testa, mi inginocchio dinanzi ai medici” 

Coronavirus, Balestra: L'Italia dimostra che sa alzare la testa, mi inginocchio dinanzi ai medici

“L’Italia sta dimostrando tutti i giorni che, quando c’è bisogno, sa alzare la testa e al momento opportuno sa reagire e rimboccarsi le maniche. Quello che stanno facendo medici, infermieri, operatori ha del miracoloso.

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Mi inginocchio dinanzi a loro”. È quanto ha dichiarato all’Adnkronos lo stilista Renato Balestra, una delle glorie del nostro made in Italy. Ed ha aggiunto: “In questo drammatico momento per il nostro Paese la politica dovrebbe coalizzarsi e non servirsi del virus per inutili querelle”.

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Balestra sta trascorrendo il suo periodo di isolamento nella capitale. “Ero indeciso se andare in campagna – ha proseguito – Ma ho preferito rimanere in città. Mi dedico alle letture. Mi divido tra un libro dedicato a Napoleone, i suoi scritti, le sue lettere. Un Napoleone più intimo, più privato. Ho scoperto un piccolo grande uomo, un egocentrico attaccato alle piccole cose – ha sottolineato – Un uomo mai realmente innamorato nemmeno della sua Josephine. Mai lirico, mai romantico nelle sue lettere. Mai un momento di abbandono da parte sua”.

Tra le sue letture anche ‘Suite francaise’, il romanzo di Irene Nemirovsky, la scrittrice di origine russa morta nel campo di concentramento di Auschwitz, che racconta gli anni dell’occupazione tedesca a Parigi. “Non nascondo che in queste giornate mi senta come un recluso – ha confessato Balestra – Ho ricominciato a scrivere, poesie, ma non ancora a disegnare. Non riesco ancora ad immaginare il post coronavirus nell’alta moda. Ritornerà’ il lusso, ne sono convinto, quel desiderio di armonia e bellezza che è innato in ognuno di noi. Un po’, forse, come era accaduto dopo la II Guerra mondiale con il New Look di Christian Dior”.

“Parlare di haute couture può sembrare oggi anacronistico – ha proseguito Balestra- Disegnare abiti da sera? Per il momento non ci penso proprio. Ricominceremo, ma dovremo ripartire per gradi. E spero soprattutto che il ‘Lago dei cigni’, di cui ho disegnato scene e 180 costumi, interpretato dal divo della danza, Sergei Polunin, possa finalmente andare in scena a Belgrado. Dopo Nureyev, Polunin è la nuova grande star del teatro mondiale. Artista carismatico e irraggiungibile”

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