Pubblicato il: 31/03/2020 20:01
– “Stiamo vivendo momenti molto, molto difficili. Ma, ne sono convinto, la danza rinascerà e rinascerà dai giovani. E lo dimostra una trasmissione come ‘Amici’. Regaliamo sogni e speranze alle nuove generazioni. Il mondo di domani sarò il loro”. E’ quanto dichiara all’Adnkronos, Luciano Cannito, regista, coreografo, giurato di ‘Amici’, fondatore e direttore del Roma City Ballet Company e dell’Art Village Rome. E aggiunge: “Purtroppo ci sentiamo tutti noi come cavalli da corsa costretti a stare fermi, nostro malgrado. Mi domando spesso come e quando il pubblico ritornerà a riempire i teatri senza alcun timore”.
“I social ci hanno salvato – prosegue – Ma la danza, il teatro, la musica sono arti che devono essere condivise con il pubblico. La danza, solo in streaming, rischierebbe l’estinzione. Ma per riportare a teatro il pubblico – anticipa Cannito- proporrei nuove regole. Come misurare, per esempio, la temperatura agli spettatori. E’ quello che stanno facendo in altri Paesi. E se qualcuno non sta bene rimanga pure a casa o indossi le mascherine. Un nuovo modo di responsabilizzarsi gli uni, gli altri”.
E Luciano Cannito lancia un appello al governo. “Nei decreti per ‘salvare’ l’economia del Paese, il governo si ricordi delle scuole di danza – spiega – di centinaia di migliaia di lavoratori, di centri che a settembre non potranno riaprire e oggi non hanno i soldi per pagare gli affitti delle sale. Le scuole di danza, soprattutto nei piccoli centri, sono l’unico avamposto culturale accanto alle scuole. E non dimentichiamo che nelle scuole di provincia sono nati Roberto Bolle, Jacopo Tissi, Davide Dato”.
Poche parole sull’atteggiamento dell’Europa nei confronti dell’ Italia. “Il coronavirus sta spaccando il vecchio continente – continua Cannito – Si ritornerà a ricostituire una nuova Europa delle lingue e della cultura antica? Non lo so. Forse. Per il momento il nostro Paese sta dando un esempio luminosissimo al mondo lontani da falsità, preconcetti, cliché . Siamo un grande popolo pronto sempre a rialzarsi anche quando sprofondiamo con il nostro viso nel fango”.
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