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Diritto autore: da D’Annunzio a ‘Malafemmena’ non c’è pace per le opere d’ingegno  

Da D'Annunzio a 'Malafemmena', i plagi più clamorosi della storia

La celebre causa per plagio di Gabriele D’Annunzio nei confronti di Eduardo Scarpetta per ‘Il figlio di Iorio‘, dove il commediografo napoletano sbeffeggiava ‘La figlia di Iorio‘ capovolgendone la trama e trasformando gli interpreti maschili in femminili e viceversa. Causa che si chiuse, dopo un processo e accese polemiche tra i due, con l’assoluzione di Scarpetta, la cui opera venne ritenuta una parodia e quindi un’autonoma opera dell’ingegno e non un plagio.

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anche le accuse di plagio rivolte a Totò per la celeberrima canzone ‘Malafemmena’ da parte di Maria Pia Donati Minelli, insegnate di lettere e musicista per passione, che depositò la partitura della canzone ‘Autunno d’amore’ alla Siae nel 1949, molto simile a quella della canzone del principe De Curtis, ben due anni prima dell’uscita del brano di Totò. Accuse che in queste settimane i figli della donna, Piero e Paolo Minelli, ufficiali dell’Aeronautica italiana, sono in procinto di trasformare in una citazione in giudizio nei confronti degli eredi di Totò per appurare una volta per tutte se ‘Malafemmena’ plagiò la musica del brano della madre.

Sono solo due delle più clamorose accuse di plagio, illustrate oggi nel convegno ‘Il plagio, le similitudini e le involontarie coincidenze’, primo dei seminari sull’attualità del diritto d’autore, organizzati nell’auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi e accreditati dall’Ordine degli Avvocati di Roma.

Durante il seminario, moderato dall’avvocato Paolo Agoglia e coordinato dall’avvocato Italo Mastolia, sono intervenuti l’avvocato e professore Giorgio Assumma, già presidente della Siae e massimo esperto di diritto d’autore, e gli avvocati Alessandra Amendola e Luigi Di Maio. Nel suo intervento introduttivo, Assumma ha messo in guardia i giovani avvocati che si occupano di diritto d’autore: “Il problema più grande in questo campo – ha detto – è la differente concezione di plagio tra la critica dotta e i magistrati che decidono in punto di diritto, sulla base di quanto previsto dalla legge speciale in materia. È per questo che questo settore è quello in cui si registrano il maggior numero di cause perse tra chi promuove la denuncia, soprattutto sui plagi musicali”.

E proprio ai plagi musicali è dedicato il volume ‘Ladri di canzoni’ del giornalista esperto di plagio e censura Michele Bovi, presentato nel corso del seminario. Il libro di Bovi, edito da Hoepli, racconta due secoli di controversie tra musicisti finite per essere dibattute nelle aule di un tribunale.

Si passa da Giuseppe Verdi a Lucio Dalla, da Giacomo Puccini a Claudio Baglioni, da Domenico Modugno a Laura Pausini, da Adriano Celentano a Eros Ramazzotti, da Jovanotti ai Modà, da George Harrison a Prince, da Andrew Lloyd Webber a Burt Bacharach, da Lana Del Rey ai Led Zeppelin, fino ad Ed Sheeran. Non manca naturalmente il celebre processo tra Michael Jackson e Al Bano, così come ampio spazio viene dato alle citazioni in giudizio protette dal massimo riserbo e tacitate da transazioni milionarie che hanno coinvolto le canzoni passate nelle 69 edizioni del Festival di Sanremo.

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