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Spettacolo

Dopo secoli di oblio, Artemisia è oggi un mito

Il docufilm “Artemisia Gentileschi, Pittrice Guerriera”, uscito di recente in tutto il mondo con Amazon Prime Video e con diverse altre piattaforme, tra pochi giorni arriva in Spagna su FILMIN.es, mentre è già disponibile dall’1 Febbraio 2021 anche su VatiVision, la piattaforma internazionale presentata in Vaticano lo scorso 23 giugno sul modello Netflix (ma senza abbonamento: si paga per singolo contenuto, noleggio o acquisto) che punta alla divulgazione di contenuti di carattere culturale, artistico e religioso ispirati al messaggio cristiano. Il Docufilm narra della grande pittrice del ‘600 Artemisia Gentileschi, la prima donna a essere ammessa in un’Accademia di disegno, divenendo, altresì, la prima donna artista italiana ad avere una carriera internazionale. «Farò vedere a vostra Signoria Illustrissima quello che sa fare una donna…» così si rivolgeva a uno dei suoi tanti committenti. La pittrice però non era soltanto una donna dalla forte carica emotiva, certamente una donna speciale per diverse ragioni, ma soprattutto – com’è stato scoperto nella raccolta della sua corrispondenza epistolare con collezionisti e personalità dell’epoca (tra cui anche quella con Galileo Galilei, giacché era diventata sua amica) – Artemisia era una donna che credeva in Dio e nella forza spirituale; anche sulle tele, seppur a volte potenti e irruenti, traspare ancora oggi una sottile e profonda forza mistica. Una forza unica che solo certi capolavori possono sprigionare, anche circa quattro secoli dopo. Il docufilm, diretto da Jordan River e che vede protagonista nei panni di Artemisia l’attrice Angela Curri (“Braccialetti rossi 3”; “La mafia uccide solo d’estate 2”; “Raffaello, il principe delle arti”), emoziona per il coinvolgimento emotivo che si muove parallelamente alla vita dell’artista e allo stesso tempo si srotola tra i più grandi capolavori della Gentileschi. L’opera, pluripremiata a livello internazionale (premio Best Docudrama al Global Nonviolent Film Festival 2020, USA; Festival Internazionale Visioni dal Mondo – Panorama Italiano 2020; Migliore Documentario al XXIV Terra di Siena International Film Festival 2020; premio European Cinematography Awards 2020, finalista al Los Angeles Cinematography Awards, USA) è stata girata in altissima definizione con passione e rigore storico. Nel racconto biografico della celebre pittrice il documentario propone così un viaggio onirico tra i suoi capolavori, oggi conservati nei più importanti musei del mondo (dal Detroit Institute of Arts al Columbus Museum of Art in USA, dal Palazzo Reale di Madrid al Stiftung Preußische Schlösser und Gärten Berlin-Brandenburg di Berlino alla Galleria Spada di Roma), nonché in collezioni private, come l’‘Aurora’ (ca. 1627), per la prima volta in un documentario 4K, e il ‘David and Goliath’, datato 1639, scoperto di recente a Londra grazie al noto restauratore britannico Simon Gillespie, che in quest’opera ha concesso un’intervista esclusiva, in cui spiega come sia stata proprio la spada di David, dopo l’accurato restauro, a svelare l’identità dell’autrice del dipinto, ossia Artemisia. Oltre a quella del conservatore-restauratore britannico Gillespie, nel documentario sono presenti le interviste ad Alessandra Masu (Storica dell’arte, specializzata nel Rinascimento e nel Barocco Italiano) e ad Adriana Capriotti (Storica dell’arte moderna, direttrice della Galleria Spada, MiBACT). Dunque non solo una biografia, ma un viaggio critico tra le sue opere, alla scoperta del punto di vista unico di una donna del ‘600.

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