Finale col botto, davvero strepitoso per “Doc – Nelle tue mani” che si conferma il grande evento televisivo di questa primavera di clausura. Otto milioni e 691 mila sono gli spettatori che sono rimasti inchiodati fino quasi a mezzanotte a seguire le vicende di Andrea Fanti, il medico interpretato da Luca Argentero che ha stregato tutti. Quasi il 32% di share e la bellezza di oltre 17 mila tweet equamente suddivisi tra chi non si capacita di dover aspettare il prossimo autunno per vedere le nuove puntate e chi commenta l’inaspettata piega che hanno preso le vicende umane del primario che ha perso la memoria degli ultimi 12 anni di vita in conseguenza del colpo di pistola sparato dal padre di un paziente deceduto. Che poi è la storia vera del professore Pierdante Piccioni, autore del libro ‘Meno dodici’ scritto con il giornalista Pierangelo Sapegno, collaboratore di Tiscali.it.
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Come nel medical drama, il dottore che è a capo del pronto soccorso di Codogno e quindi in prima linea contro la pandemia, a causa di un trauma cerebrale si è svegliato con una perdita di memoria degli ultimi dodici anni della sua vita ed è stato costretto a ricominciare sia come medico sia come essere umano.
Da “Dottor House” a “Grey’s Anatomy”: I medici che ci hanno fatto innamorare
Il dono dell’empatia e la voglia di affidarci a qualcuno
Un risultato eccezionale quello di “Doc – nelle tue mani”, sicuramente aiutato dalla clausura forzata che ha fatto salire a dismisura la potenziale platea televisiva. Ma che da solo non basta a spiegare le ragioni di un successo. Di certo, il fatto di vedere in azione i veri protagonisti di questa lotta contro un nemico invisibile che ci ha completamente condizionato l’esistenza è un motivo di conforto e di curiosità. Inoltre, ciò che colpisce in particolare nel personaggi di Andrea Fanti alias Luca Argentero è il dono dell’empatia e la capacità di capire, anche con metodi non ortodossi, i suoi pazienti. Non solo. Andrea Fanti è il paradigma della rinascita, di chi si trova spaesato e confuso, proprio come tutti noi in questo periodo, e che riscopree nei valori la capacità di reinventarsi come persona e come professionista.
Da Dottor House a Grey’s Anatomy: il fascino del camice
Non è certo la prima volta che i medical drama funzionano: i successi di “Dottor House” e di “Grey’s Anatomy”, ma anche di “Incantesimo” o di “The Good Doctor” raccontano la passione per un lavoro che ci affascina ma anche il desiderio di trovare qualcuno capace di prendersi davvero cura di noi. In più quella girata da Jan Michelini e prodotta da Lux Vide è una fiction innovativa con un cast di attori giovani ma bravissimi. A cominciare da Matilde Gioli ma anche da Sara Lazzaro, Giovanni Scifoni e Simona Tabasco.
Come in tante serie tv si sono i vari casi di puntata, quelli più gravi e quelli più leggeri. Ma c’è anche una linea orozzontale molto forte perché a essere sconvolta dall’amnesia non è soltatnto la vita professionale ma anche quella familiare e sentimentale. Ed è proprio qui che si appuntano centinaia di tweet tra chi “tifa” perché il bel dottore torni tra le braccia della moglie e chi invece vorrebbe finalmente rivederlo tra quelle della giovanissima dottoressa che lo amava prima che lo sparo di pistola cancellasse anche la loro storia. Per ora ad aver avuto la meglio sembra essere la voglia di ricostruire una famiglia sconvolta dalla morte del piccolo di casa. Ma, coronavirus permettendo, è garantito che le nuove 4 puntate previste in autunno ci regaleranno nuovi colpi di scena.













