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Fine dell’incubo per Sandra Bullock: il suo stalker si è tolto la vita

Negli Stati Uniti era diventato “famoso” come lo “stalker” di Sandra Bullock, arrestato per essere riuscito nel 2014 ad entrare nella casa dell’attrice con lo scopo di violentarla. Joshua James Corbett si è tolto la vita nella sua casa di Los Angeles

Era ossessionato da Sandra Bullock, tanto da far girare tutta la sua vita intorno a lei. Nel 2014 Joshua James Corbett era riuscito ad entrare nell’abitazione dell’attrice a Los Angeles, arrivando fino alla camera da letto, con lo scopo di abusare di lei: lo hanno accertato gli agenti intervenuti poichè l’uomo aveva annotato sul suo diario tutti i particolari di quell’aggressione, compressa la volontà di avere un rapporto sessuale.

L’attrice premio Oscar era riuscita a salvarsi grazie alla sua “panic room”, dove si era rinchiusa e da dove ha chiamato il 911, ovvero i soccorsi. In quell’occasione la polizia riuscì ad arrestarlo: nella sua abitazione furono rinvenute poi armi da fuoco detenute in maniera illegale e altre armi pericolose.

Venne condannato a cinque anni di libertà con trattamento sanitario obbligatorio perchè il suo avvocato riuscì a dimostrare che Joshua James Corbett era affatto da shiziofrenia. E’ stato rilasciato lo scorso anno e, una volta lontano dal centro di igiene mentale, ha ricominciato con la sua ossessione.

Il 23 aprile scorso il quarantaduenne stalker non si è presentato a un’udienza in tribunale: le forze dell’ordine quindi si sono recate a casa sua il 3 maggio per eseguire il mandato di arresto. Ma Joshua, invece di consegnarsi, si è barricato in casa minacciando di uccidere i poliziotti.

I detective hanno chiamato quindi la squadra speciale, la Swat, agenti deputati a compiti ad altro rischio, con l’intento di instaurare con lui una trattativa e portarlo ad arrendersi. Ma dopo cinque ore di negoziati, quando tutte le forze di Polizia sono entrare nella sua abitazione in seguito a un lungo, inquietante silenzio, l’hanno trovato morto. Joshua si era suicidato.

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