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Il Movimento dei genitori contro il Grande fratello: “Questa televisione è una cattiva maestra”

“Offende la dignità di tutti gli spettatori”, scrivono appellandosi all’Autorità nelle telecomunicazioni e al Comitato media e minori. Ma soprattutto agli sponsor affinché “scelgano di legare il loro nome a progetti di educazione contro il bullismo”

Offendono non solo la dignità di tutti gli spettatori, ma anche la memoria delle numerose vittime di violenza e bullismo, dei loro genitori e familiari

“Squallido, viola ogni elementare principio di decenza”: a poche ore dalla terza puntata del Grande Fratello, il Movimento Italiano dei Genitori ha diffuso una nota in cui ne chiede la chiusura.

Il Grande Fratello continua a violare, palesemente e senza alcun ritegno, ogni elementare principio di decenza non più solo televisiva ma umana, scegliendo scientemente di creare situazione di scontro con personaggi discutibili“: il Moige, Movimento  Italiano Genitori, va giù duro e si appella al senso di responsabilità di Agcom e Comitato Media e Minori: “mettete fine a questo disastro. Non solo trash e volgarità ma violenza, bullismo e odio”.

Negli ultimi anni ci siamo attivati, insieme a istituzioni, scuole, aziende per fronteggiare la piaga del bullismo, del cyberbullismo e della violenza – si legge nella nota – realizzando faticosi percorsi formativi per sensibilizzare i nostri figli al rispetto, all’educazione, al saper ascoltare gli altri“.

Per questo non possiamo accettare che un programma di tale squallore venga trasmesso in tv, veicolando esempi e modalità di comportamento diseducativi e violenti. È necessario attivare un fronte comune contro questa cattiva maestra televisione“.

Ci appelliamo al senso di responsabilità di Agcom e del Comitato Media e Minori, appena insediatosi, e chiediamo di intervenire con forza per porre fine a questo tristissimo spettacolo“.

La nota si chiude con un appello rivolto agli sponsor: “Il nostro appello alla responsabilità va anche a tutte le aziende per chiedere non solo il ritiro degli spot ma che scelgano di legare il loro nome a progetti di educazione contro il bullismo, piuttosto che a programmi televisivi che trasmettono violenza”.

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