La cantante, colpita quando aveva 18 anni da una malattia degenerativa della retina, ha dichiarato che, un giorno, se la ricerca sulle cellule staminali darà i risultati sperati, grazie al cordone ombelicale di sua figlia potrà riacquistare la vista

Quando aveva solo diciotto anni è stata colpita da retinite pigmentosa, una mattia degenerativa della retina che le ha provocato la cecità. Annalisa Minetti però non si è certo lasciata abbattere da questa difficoltà: è diventata atleta paralimpica, vincendo anche una medaglia di bronzo. Ha proseguito il suo cammino nel mondo dello spettacolo: a Tale e Quale show, il programma televisivo di Carlo Conti, si è classificata seconda.

Ha anche coronato il sogno di farsi una famiglia: dal primo matrimonio con il calciatore Gennaro Esposito ha avuto il figlio Fabio, mentre nel 2016 ha sposato Michele Panzarino, un fisioterapista e ricercatore scientifico dell’Università san Raffaele di Roma da cui ha appena avuto Elèna Francesca, che ha mostrato per la prima volta in televisione.

Proprio la bimba, oltre a essere una benedizione di suo, come ogni figlio, potrebbe contribuire un giorno a far tornare la vista alla mamma. Annalisa Minetti infatti ha conservato le cellule staminali presenti nel suo cordone ombelicale: così, nel caso sfortunato di una malattia genetica, la figlia potrà utilizzare questo “tesoro” messo da parte in una banca di crioconscervazione. Ma di tale “tesoro” nel potrebbe giovare anche la cantante: le cellule staminali della figlia contengono infatti anche il suo patrimonio genetico e, grazie alla ricerca e alle nuove scoperte, per lei il mondo potrebbe tornare a colori.

“Nella ricerca sulle staminali”, ha rivelato, “ci sono tantissime speranze per quanto riguarda la retinite pigmentosa. Sono in attesa di fare un’operazione. Se anche non vedo più, ho alcuni recettori ancora vivi e dobbiamo mantenerli vivi il più possibile. Le staminali possono essere una speranza in più per il buon esito dell’operazione”.

 

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